Valencia, cosa fare e vedere (assolutamente) in 3 giorni

Pubblicato il da Maria Grazia Casella

Valencia, cosa fare e vedere (assolutamente) in 3 giorni

Da qualche mese Torino (che come forse sapete è la città dove vivo quando non sono in viaggio) e Valencia sono più vicine. Merito del nuovo volo di Ryanair che collega le due città ogni lunedì, mercoledì e venerdì con orari tutto sommato abbastanza comodi. Decollo da Caselle alle 12,50 il lunedì e venerdì e alle 8,45 il mercoledì, mentre i voli di rientro partono sempre alle 10,30 dalla Spagna, per arrivare sotto la Mole alle 12,25. Un operativo che sembra studiato apposta per chi vuol farsi un week-end bello pieno nella città spagnola.

Potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di visitare finalmente la terza città spagnola che ancora non conoscevo? Claro que no! E così un venerdì di inizio maggio sono salita sul volo che in poco più di un'ora e mezzo mi ha portato in quella che nel mio immaginario era solo “la città di Calatrava”, o meglio delle iconiche opere dell'architetto valenciano più famoso del mondo. E invece mi sono bastati 3 giorni per scoprire che è molto, molto di più.

E' la città del Santo Graal e della “Cappella Sistina spagnola”

La Cattedrale di Valencia e la Basilica della Vergine

La Cattedrale di Valencia e la Basilica della Vergine

Per capire l'anima di Valencia bisogna cominciare dalla Ciutat Vella, divisa in realtà in tanti barrios (quartieri), ognuno con un proprio, inconfondibile carattere. Non starò certo a farvi l'elenco di chiese e monumenti da visitare, sono davvero troppi e poi li trovate sulle guide, ma voglio segnalarvi comunque due chicche assolutamente imperdibili.

La prima è il Santo Graal, uno dei tesori più affascinanti e misteriosi della tradizione cristiana, custodito in una cappella all'intero della Cattedrale della Virgen del Carmen. Il Santo Caliz, una coppa di agata corallina alta 7 centimetri, è l'unico al mondo ufficialmente riconosciuto dal Vaticano come il calice con il quale Gesù celebrò l'Ultima Cena. Non ve l'aspettavate, vero? E invece una delle reliquie più ambite e ricercate della storia è qui, davanti ai vostri occhi, in una teca posta su un altare in alabastro al centro della cappella.

Il Santo Caliz

Il Santo Caliz

Ma come è arrivato il Santo Caliz a Valencia? Tante le supposizioni, ma secondo quella più accreditata San Pietro l'avrebbe portato a Roma, da cui sarebbe poi giunto rocambolescamente in Spagna. Qui se ne perdono le tracce per diversi secoli, fino a quando riappare nel 1134 nel monastero di San Juan de la Peña.

In seguito, entra a far parte del tesoro della corona dei Re di Spagna, dove rimane fino al 1424, quando viene donato alla Cattedrale di Valencia. Da allora è custodito nella Cattedrale dove hanno pregato Papi, Re e milioni di pellegrini, che quest'anno potranno ottenere anche l'indulgenza plenaria, visto che Papa Francesco ha concesso a Valencia la celebrazione del primo Anno Santo Giubilare.

Valencia, chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

Valencia, chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

Entrando nella chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire, quasi nascosta in una stradina vicino alla Plaza de la Virgen, preparatevi a rimanere di nuovo a bocca aperta. Come è successo a me davanti alla magnificenza degli affreschi che ricoprono le pareti e le volte del santuario appena restaurati. Ben 2000 metri quadri di dipinti sono tornati a risplendere dopo un restauro durato 3 anni e costato la bellezza di 5 milioni di euro.

Valencia, gli affreschi della chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

Valencia, gli affreschi della chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

Un'opera considerata tra gli interventi architettonici e pittorico-ornamentali di maggior rilievo a livello internazionale. Un lavoro che supera di gran lunga quello realizzato per i restauri della Cappella Sistina in Vaticano, che avevano interessato “solo” 800 metri quadri di affreschi. Alzate gli occhi e nella penombra potete ammirare i dipinti che narrano le vite di San Nicola e di San Pietro, che erano rimasti finora nascosti alla vista dei visitatori.

E' una delle capitali mondiali dell'architettura contemporanea

Valencia, la Città delle Arti e delle Scienze

Valencia, la Città delle Arti e delle Scienze

Potete amare o no Calatrava, ma è probabile che ad attirarvi a Valencia sia stata proprio la Città delle Arti e delle Scienze progettata dal celebre architetto valenciano insieme a Felix Candela. Un complesso iconico e grandioso, che ha trasformato la tranquilla città spagnola in una capitale dell'architettura contemporanea e che da solo vale il viaggio.

Prendetevela comoda e dedicate almeno mezza giornata alla visita del più grande centro ludico-culturale d'Europa, composto da cinque strutture disposte lungo circa 2 chilometri di quello che era un tempo il letto del fiume Turia. Se siete appassionati di fotografia, qui avete un set altamente spettacolare e potete sbizzarrirvi con l'obiettivo passeggiando sulle sponde del lago artificiale in cui si specchiano i vari edifici o dentro l'Umbracle, il giardino-belvedere che è anche il miglior punto di osservazione sull'intero complesso.

Valencia, la Città delle Arti e delle Scienze

Valencia, la Città delle Arti e delle Scienze

Ma se avete tempo non perdete l'occasione di assistere a uno spettacolo teatrale al Palazzo delle Arti Regina Sofia, a un film digitale in 3D o IMAX nell'Hemisfèric, che contiene la sala di proiezione più grande della Spagna, o di visitare il Museo delle Scienze Principe Filippo, che vi stupirà con un percorso interattivo dedicato all'evoluzione della vita, della scienza e della tecnologia e con mostre fenomenali, come quella sui Dinosauri in programma quest'estate.

Quanto a me, ho scelto di visitare l'Oceanogràfic, il più grande acquario d'Europa dove sono stati ricreati i principali eco-sistemi marini, popolati da qualcosa come 45.000 esseri viventi.

L'Oceanografic di Valencia

In poche ore sono passata dal Mediterraneo ai Mari tropicali, dagli Oceani al Mar Rosso, all'Artico, percorrendo tunnel vetrati dove sembrava di essere immersi nelle profondità marine insieme a squali, pesci multicolori, foche, pinguini e balene beluga. E alla fine della visita sono stata così fortunata da poter assistere anche all'ultima esibizione della giornata (alle 18) dei delfini nel Delfinario più grande d'Europa.

E' una città di mare che ricorda Miami in versione mediterranea

Valencia, Marina Beach Club

Valencia, Marina Beach Club

Il fronte del porto di Valencia, restaurato e nobilitato nel 2007 per accogliere la 32° America's Cup, è oggi la chiccosa Marina Real Juan Carlos I, bordata da spiagge sconfinate come El Cabanyal e la Malvarrosa. Il lungomare che ricorda vagamente l'Ocean Drive di Miami Beach è uno dei posti più cool per una serata estiva. Non per niente qui ha da poco aperto il nuovissimo Marina Beach Club, con piscina a sfioro, pool bar, spiaggia privata e terrazza sul mare, che è già diventato uno dei ritrovi di punta della movida valenciana.

Tra i locali top della zona c'è anche il Vlue Arribar, dove abbiamo pranzato su una terrazza affacciata sul viavai di vele e yacht stratosferici che entrano ed escono dal marina e che mi hanno fatto venire una voglia pazza di uscire in mare. Detto, fatto, mi sono imbarcata sul Mundo Marino (www.mundomarino.es), un catamarano che fa escursioni di poche ore o di un'intera giornata proprio nelle acque dove si è disputata l'America's Cup...E se anche voi siete appassionati di vela, potete immaginare l'emozione che ho provato a uscire dal porto passando proprio a fianco del Veles e Vents, il quartier generale del comitato organizzatore dell'America's Cup.

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