Walk tour della Torino sabauda con Lookals

Pubblicato il da Maria Grazia Casella

Walk tour della Torino sabauda con Lookals

Oggi ho fatto la turista nella mia città e devo ammettere che riscoprire piazze e palazzi della mia adorata Torino in compagnia di una guida esperta è stata un'esperienza davvero coinvolgente, oltre che divertente. Anche perché non si è trattato di un tour qualsiasi, bensì di una “lookalsexperience”, cioè un walk tour prenotato su Lookals, la piattaforma che propone visite guidate originali e personalizzate in tutta Italia con guide turistiche locali autorizzate.

Tra i vari tour di Torino con Lookals disponibili, ho scelto “Love at first visit”, un itinerario che in realtà sarebbe più indicato per chi viene in città per la prima volta e invece riserva inaspettate sorprese anche a chi, come me, ci vive da sempre.

Dopo aver preso accordi per email, incontro Micol in piazza Castello in un'assolata mattina di giugno. Per un paio d'ore sarà lei la mia guida Lookals tra piazze, palazzi e monumenti della Torino sabauda, racchiusi in un quadrilatero di poche centinaia di metri dove davvero si è fatta la Storia, non solo del capoluogo piemontese, ma dell'Italia intera.

E allora, già che ci siamo, cominciamo con qualche nota storica, giusto per orientarci tra le varie epoche dei palazzi che circondano la piazza, emblema dell'evoluzione della città e dell'ascesa dei Savoia, che a metà del '500 trasferirono la capitale del ducato da Chambery a Torino, che era poco più di un villaggio racchiuso dalle mura romane.

Torino, Palazzo Reale

Torino, Palazzo Reale

I Savoia si stabilirono nella Villa Reale, che ovviamente non era ancora la splendida reggia che vediamo oggi. Ma del resto nemmeno i Savoia avevano ancora acquisito il titolo regio. Lo ottengono nel 1713, quando Vittorio Amedeo viene incoronato Re di Sardegna e la piazza in cui ci troviamo diventa il palcoscenico della loro grandeur.

E a proposito di palcoscenico, è in quell'epoca che viene costruito il Teatro Regio. Quello che vediamo oggi purtroppo non è l'originale, andato distrutto da un incendio nel secolo scorso e ricostruito in stile moderno. Non essendo giorno di spettacolo, non possiamo accedere all'atrio, che ammiriamo comunque attraverso l'elaborata cancellata di Umberto Mastroianni.

Raggiungiamo il centro della piazza per raggiungere Palazzo Madama, dalla curiosa architettura metà medievale e metà barocca. La parte più antica ha mantenuto l'aspetto della casaforte con le vecchie torri e il fossato, dove Micol mi fa notare che è stato ricreato il Giardino medievale del Principe. Ci affacciamo dal parapetto e tra la rigogliosa vegetazione scorgiamo la passeggiata del Signore, l'orto, la porcilaia per gli animali da cortile e anche una voliera: un angolo di natura che scommetto ben pochi torinesi conoscono.

Torino, il Giardino del Principe a Palazzo Madama

Torino, il Giardino del Principe a Palazzo Madama

Sul lato opposto invece c'è l'elegante facciata barocca voluta dalle “Madame Reali” dalle quali il palazzo prende il nome, cioè Cristina di Francia e la nuora Giovanna Battista, che nel '600 trasformarono questa succursale della reggia nel fulcro della vita mondana di corte. Il suo salone da ballo fu lo scenario di feste memorabili ed entrando nell'atrio possiamo immaginare dame e cavalieri che salgono l'imponente scalone d'onore.

Torino, lo scalone d'onore di Palazzo Madama

Torino, lo scalone d'onore di Palazzo Madama

Attraversata la piazza, entriamo nell'ovattata atmosfera della Biblioteca Reale, che occupa il piano terreno dell'ala di levante di Palazzo Reale. Micol mi fa notare che l'ingresso è proprio sotto la famosa finestra da cui Carlo Alberto proclamò lo Statuto Albertino nel 1848, rinunciando al potere assoluto. All'interno, l'ambiente è maestoso, con le librerie in noce addossate alle pareti che contengono qualcosa come 200.000 volumi, in gran parte antichi, tra cui migliaia di manoscritti, incunaboli e pergamene.

Torino, la Biblioteca Reale

Torino, la Biblioteca Reale

Uscendo, costeggiamo la cancellata che delimita la piazzetta reale e raggiungiamo la Real Chiesa di San Lorenzo. Non ha una vera e propria facciata, quindi può capitare di non notarla, ma l'interno in compenso è una vera meraviglia, opera dell'architetto di corte Guarino Guarini, lo stesso della Cappella della Sindone del Duomo. E proprio qui, nella cappella dell'Addolorata, fu custodito per un certo periodo il sacro telo che secondo la tradizione avvolse il corpo di Cristo quando, nel 1578, venne traslato da Chambery per essere venerato al termine di un'epidemia di peste.

Seguo poi Micol nella sacrestia, dove mi mostra una copia su tela della sacra icona, sempre visibile al pubblico a differenza dell'originale custodita in Duomo, che invece viene esposta solo in occasione delle ostensioni.

Torino, la copia della sacra Sindone nella Real Chiesa di San Lorenzo

Torino, la copia della sacra Sindone nella Real Chiesa di San Lorenzo

Le sorprese però non finiscono qui, perché questa bella chiesa a pianta centrale custodisce anche un “segreto di luce”, che viene rivelato solo il giorno dell'equinozio di primavera e d'autunno. E' allora che il raggio di sole che penetra a mezzogiorno colpisce la cupola della cappella a destra dell'altare, illuminando un affresco che rimane al buio e invisibile per il resto dell'anno. Un fenomeno che non ha nulla di magico, ma è il risultato della geniale progettazione del Guarini.

Torino, la cupola della Real Chiesa di San Lorenzo

Torino, la cupola della Real Chiesa di San Lorenzo

Percorriamo poi via Roma fino a Piazza San Carlo, considerata il salotto buono di Torino, su cui affacciano alcuni dei più celebri caffè storici cittadini. Come il Caffè Torino, frequentato già dai reali di casa Savoia, che amavano gustarsi il loro "bicerin" a base di cioccolata, caffè e panna tra stucchi e caminetti, e Stratta, la confetteria che da metà ottocento si fregia dello stemma di fornitore della Real Casa.

Torino, il Caffè San Carlo

Torino, il Caffè San Carlo

Giriamo l'angolo e passando davanti all'antico Collegio dei Nobili che oggi ospita il Museo Egizio, giungiamo in Piazza Carignano, che prende il nome dall'imponente palazzo barocco che fu sede del primo Parlamento italiano. Qui, oltre al Museo del Risorgimento, si possono visitare gli Appartamenti barocchi dei Principi, a ingresso gratuito, considerati la parte più spettacolare di Palazzo Carignano.

Lasciato il palazzo dall'ingresso monumentale di piazza Carlo Alberto, entriamo nell'elegante Galleria Subalpina dall'inconfondibile stile Liberty, uno degli angoli più ricchi d'atmosfera del centro città. Fu costruita sul modello dei mercati coperti inglesi della Belle Epoque per ospitare un cafè chantant, diventato poi un cinema. Conservano invece lo stile dell'epoca le sale di altri due caffè storici, Baratti & Milano, affacciato sul viavai della galleria, e Mulassano, che si trova appena più in là, in Piazza Castello, dove finisce il nostro tour.

Torino, la Galleria Subalpina

Torino, la Galleria Subalpina

E' tempo di salutarci, ma (visto che è anche ora di pranzo) non prima di aver gustato uno dei celebri tramezzini di Mulassano che, come recita una targa sul bancone, furono inventati proprio qui nel lontano 1926.

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