Orlando Furioso 500 anni, una mostra e un itinerario nella Ferrara di Ariosto

Pubblicato il da Martapix

Il Castello dei Duchi d'Este
Il Castello dei Duchi d'Este

Orlando Furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi”: cerca di dare una risposta a questa affascinante domanda la grande mostra con cui Ferrara celebra, dal 24 settembre all’8 gennaio 2017, il cinquecentenario della pubblicazione del poema. E mentre a Palazzo dei Diamanti va in scena questo allestimento straordinario del mondo ariostesco, che racconta attraverso dipinti, sculture, armi, arazzi, libri e oggetti la realtà, il contesto storico e sociale in cui si muoveva il poeta, perché non proviamo a cercare in città i luoghi vissuti da Ariosto e che probabilmente hanno ispirato anche l'Orlando Furioso?

1. La casa di Ariosto

Si trova in Via Ariosto 67 la dimora dove trascorse gli ultimi anni di vita dedicandosi alla terza e definitiva redazione dell’Orlando furioso (1532). Qui il poeta morirà il 6 luglio 1533, a 58 anni.

Da notare, sulla facciata, la celebre iscrizione «Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo, sed tamen aere domus» (La casa è piccola ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con il mio denaro).

2. Tomba dell’Ariosto alla Biblioteca Ariostea

Il fastoso monumento funebre in marmi policromi coronato dal busto ritratto di Ariosto, si trova nella Sala maggiore della Biblioteca in Via delle Scienze 17. Intitolata al poeta, la biblioteca, possiede molti suoi rari e preziosi manoscritti. Una grande lapide a lui dedicata si trova sul pianerottolo dello scalone d’onore.

3. Castello Estense

Cuore pulsante della vita politica e culturale della Ferrara estense il castello divenne, soprattutto sotto il governo di Alfonso I (1505-1534), una straordinaria fucina creativa. In questo periodo gravitano e lavorano nelle stanze del Castello artisti del calibro di Dosso Dossi, Michelangelo, Giulio Romano, Tiziano, Fra Bartolomeo. Qui, come racconta Agostino Mosti nelle cronache di corte, Alfonso si faceva leggere da Ludovico Ariosto le bozze dell’Orlando furioso.

4. Giardino delle Duchesse

Da questo giardino, creato nel 1481 e fiancheggiato da due logge, si giungeva al castello. Locus amoenus per eccellenza potrebbe aver ispirato l’Ariosto - insieme al giardino pensile del castello - nella descrizione dei giardini immaginari che si trovano nell’Orlando (giardino di Alcina, giardino di Logistilla).

5. Cattedrale

Posto nel cuore della città, il duomo fu una delle mete privilegiate delle passeggiate di Ludovico Ariosto; lui stesso, nelle Satire, ci ricorda di come gli piaceva «passeggiar fra il Domo e le due statue de’ Marchesi miei» (Satire, VII, 151).

6. Museo della Cattedrale

Tra le opere che sollecitarono l’immaginario di Ariosto mentre componeva l’Orlando furioso ci sono, certamente, i capolavori che un tempo adornavano chiese e monumenti e che oggi sono conservati presso il Museo della Cattedrale in Via San Romano 1. Tra questi, opere d'arte rinascimentali come le formelle del Maestro dei Mesi, la maestosa Madonna della melagrana di Jacopo della Quercia e le monumentali ante d’organo raffiguranti San Giorgio e il drago e l’Annunciazione di Cosmè Tura.

7. Palazzo dei Diamanti – Pinacoteca Nazionale

Centro ideale della cosiddetta “Addizione Erculea”, il palazzo di Corso Ercole I d’Este 21 che ospita la mostra era una delle dimore cittadine degli Este. Ariosto, che godeva di molti privilegi all’interno della corte, sicuramente, ebbe modo di visitarlo più volte e forse, questi versi del Furioso, sono riferiti proprio al palazzo: «Surgea un palazzo in mezzi alla pianura / ch’acceso esser parea di fiamma viva […] / che tutto d’una gemma è ‘l muro schietto / più che carbonchio lucida e vermiglia» (XXXIV, 51,53). Dal 1866 il Palazzo ospita, al piano nobile, la Pinacoteca Nazionale che vanta, tra i suoi capolavori, alcuni quadri di pittori che l’Ariosto ebbe modo di conoscere a corte come, Dosso Dossi, Garofalo, Bastianino.

8. Palazzo Schifanoia

La delizia estense di Schifanoia in Via Scandiana 23 fu eretta nel 1385 per volere di Alberto V d’Este. Il suo Salone dei Mesi affrescato dai più rinomati pittori di corte esercitò uno straordinario fascino su Ludovico Ariosto che, nelle pagine del Furioso, fa rivivere alcuni dei temi rappresentati sulle pareti di Schifanoia: il fantastico mondo cavalleresco, temi astronomici e astrologici, il mondo della corte.

9. Mura

Quando nel 1484 Ariosto si trasferisce a Ferrara, la città è protetta da una serie di fortificazioni frutto dell’aggregazione di vari apparati difensivi, costruiti dalla sua fondazione fino alla guerra contro Venezia (iniziata nel 1482). Questa situazione, di cui il poeta è spettatore, verrà richiamata nel Furioso: «E che sarebbe tal per studio e cura / di chi al sapere et al poter unita / la voglia avendo, d’argini e di mura / avria sì ancor la sua città munita, / che contro tutto il mondo star sicura / potria, senza chiamar di fuori aita» (XLIII, 59).

10. Enoteca “al Brindisi”

Aperta nel 1435 e conosciuta, allora, come “Hostaria del Chiucchiolino”, l’enoteca “al Brindisi” di Via Adelardi 11 (all’epoca via del Gorgadello) fu frequentata da molti artisti illustri (Benvenuto Cellini, Tiziano, Torquato Tasso) tra cui l’Ariosto che, nella sua commedia La Lena, la ricorda scrivendo: “gli occhi di cuchiolin più confarebbonsi di Sabbatino Mariano e simili, quando di Gorgadel ubriachi escono”.

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