Sardegna, le meraviglie del Sulcis Iglesiente

Pubblicato il da Redazione

Masua e il Pan di Zucchero
Masua e il Pan di Zucchero

E' fuori stagione che la Sardegna rivela il suo volto più autentico e affascinante. Per scoprirlo dovete però abbandonare gli itinerari più battuti e puntare a sud, verso il Sulcis Iglesiente. Un territorio arcaico che saprà conquistarvi il cuore con cittadine storiche dal glorioso passato, paesaggi naturali di straordinaria bellezza e un patrimonio archeologico unico.

A questo proposito, non aspettatevi però i soliti nuraghi e tombe dei giganti (o almeno, non solo), bensì i resti della laboriosa civiltà mineraria, dedita per secoli all'attività estrattiva, racchiusi nel Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, il primo di questo tipo realizzato al mondo, riconosciuto nel 1997 come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Tra scogliere a picco, valli silenziose e un mare color turchese sono disseminate un centinaio di miniere, da cui si estraevano piombo, zinco, stagno, rame, ferro, argento e, naturalmente, carbone. Dismessi da tempo, alcuni di questi gioielli di archeologia industriale sono stati recentemente valorizzati a fini turistici e rappresentano le tappe di un suggestivo itinerario fra terra e mare.

Per potervi spostare agevolmente, conviene raggiungere l'isola in nave con la vostra auto al seguito, cercando le migliori soluzioni di viaggio su siti di prenotazione biglietti traghetti per la Sardegna che offrono i servizi di diverse compagnie.

Per la sistemazione, invece, fate base a Iglesias, uno dei più importanti centri di origine medievale della Sardegna dove si trovano anche buoni hotel e bed&breakfast, e da qui partite alla scoperta della zona. Non prima però di aver approfondito la conoscenza di questa cittadina che fin dal nome rivela la presenza di un significativo numero di chiese, quasi tutte risalenti al 1300 e che conservano pregevoli opere d’arte. Non per niente il suo nome originale era Villa di Chiesa. Al mondo minerario sono invece legati alcuni dei più interessanti edifici locali, come l'Istituto Minerario Asproni, sede del Museo dell'Arte Mineraria con le gallerie e la palazzina liberty d'inizio Novecento e il Museo delle Macchine da miniera.

La grotta di Santa Barbara a Gonnesa

La grotta di Santa Barbara a Gonnesa

Attorno alla città si estende il più importante e affascinante complesso minerario d’Europa con i vecchi pozzi e le montagne rosse, dalla miniera di Monteponi (piombo, zinco, cadmio), che fu il cuore pulsante di tutta l’attività estrattiva dell’Iglesiente, agli innumerevoli villaggi minerari disseminati nei dintorni, come Seddas, Moddizzis, Acquaresi, Malacalzetta, Tiny, Arenas.

Percorrendo la strada delle miniere, la prima sosta è a Gonnesa, alla miniera di San Giovanni con la sua grotta di Santa Barbara, unica al mondo per le bellissime pareti interamente ricoperte da cristalli di barite bruno scuro. Raggiungete poi la splendida costa iglesiente, un tratto di mare tra i più incantevoli del Mediterraneo, tutto spiagge e insenature, tra Cala Domestica, Nebida e Masua, nelle cui scogliere è incastonato Porto Flavia, sospeso tra mare e cielo.

Si tratta di un ingegnoso complesso di gallerie sovrapposte scavate nella montagna che consentiva di trasportare i minerali direttamente nella stiva delle navi da carico. La visita è davvero emozionante. Potete percorrere il tunnel fino a uno strapiombo che rivela una vista a dir poco spettacolare, con il mare sotto di voi, il Pan di Zucchero di fronte e un panorama che abbraccia l'intero golfo di Gonnesa fino all'Isola di San Pietro.

Porto Flavia

Porto Flavia

Risalite quindi la costa verso Buggerru, il centro sorto attorno alla miniera piombozincifera di Malfidano, attiva per un secolo fino al 1977. Qui oltre a splendide spiagge potete visitare la gigantesca e spettacolare Galleria Henry, la più importante struttura della miniera di Planu Sartu, che si inerpica arditamente a strapiombo sul mare con gallerie e cunicoli scavati nella roccia.

Le dimensioni monumentali sono dovute al fatto che fu costruita per consentire addirittura il passaggio di una locomotiva a vapore per il trasporto dei minerali. Oggi è un suggestivo labirinto aperto al pubblico, che potete visitare in tutta sicurezza e che attraverso una serie di aperture nella roccia vi regalerà anche straordinari scorci panoramici sul meraviglioso mare di Sardegna.