Ruhr : da fabbrica d'Europa a Capitale della Cultura 2010 (1)

Pubblicato il da Emmegì

Ruhr : da fabbrica d'Europa a Capitale della Cultura 2010 (1)Ruhr : da fabbrica d'Europa a Capitale della Cultura 2010 (1)
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Ruhr : da fabbrica d'Europa a Capitale della Cultura 2010 (1)Ruhr : da fabbrica d'Europa a Capitale della Cultura 2010 (1)

Vecchie fabbriche, miniere di carbone, acciaierie e silos riconvertiti in spazi espositivi, musei, parchi per il tempo libero e aree di sperimentazione. E’ il capillare progetto di riconversione del bacino della Ruhr – una delle aree più industrializzate d’Europa e del mondo – che, dopo il declino dell’industria del carbone e dell’acciaio, ha saputo recuperare e valorizzare la sua eredità a livello architettonico, culturale e sociale. Per questo la Ruhr, cinque milioni di abitanti e 4.500 km2 di superficie, da Duisburg a Essen, passando per Dortmund, è l’insolita e sorprendente Capitale della Cultura Europea 2010.

Patrimonio di Archeologia industriale

La regione metropolitana della Ruhr si sviluppa con la rivoluzione industriale: dove prima esistevano solo campi e villaggi, nell’ 800 e ‘900 e grazie alle miniere di carbone nascono insediamenti, aree urbane e una fitta rete di città. La Ruhr diventa una delle regioni più popolate d’Europa, roccaforte dell’industria pesante, dell’estrazione e della lavorazione del carbone e dell’acciaio. Dopo la crisi della grande industria europea negli anni ’60 la riconversione non è stata né veloce, né facile. Con una serie di investimenti pubblici e privati, spirito di iniziativa, molta volontà e precisione tutta teutonica, però, nell’area si è investito in ricerca, istruzione, economie alternative e cultura, per guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Non solo: la ricchissima eredità architettonica e industriale è stata salvata e riconvertita, diventando un vero e proprio museo a cielo aperto e imponente patrimonio culturale. La Zeche Zollverein, ad Essen (www.zollverein.de), è stata una delle miniere più grandi del mondo per estensione e produzione. Fondata nel 1847 e collegata direttamente alla ferrovia per l’immediato trasporto delle merci su rotaia, la Zeche Zollverein incorporava, oltre alle miniere e agli enormi edifici per il lavaggio e la lavorazione del carbone, anche uffici, case, chiese, ospedali, scuole per gli operai e le loro famiglie. Oggi questo enorme complesso, nominato patrimonio culturale dall’Unesco e importante esempio di architettura industriale, può essere visitato, per ripercorrere i cicli dell’estrazione e della lavorazione del carbone e conoscere il duro lavoro nelle miniere. Ma la Zeche Zollverein è, soprattutto, un centro culturale e di sperimentazione artistica d’avanguardia: ospita il Red Dot Museum – il più grande museo del design al mondo (www.red-dot.de), spazi per mostre e allestimenti, un centro di danza e coreografia (PACT Zollverein, www.pact-zollverein.de) e anche una pista di pattinaggio, una piscina scoperta, caffè e ristoranti.

A Dortmund, invece, la Zeche Zollern (www.zeche-zollern.de) ricorda, con le sue torri e le mura merlate, una fortezza medievale. Il complesso, costruito nel 1900 in stile neogotico, è rappresentativo del gusto a cavallo tra i due secoli. Dietro le facciate storiche ed eleganti, però, si conduceva la vita durissima degli operai: a loro è dedicata la miniera, oggi Museo della cultura sociale e Culturale della Ruhr. La Jahrhunderthalle (http://www.jahrhunderthalle-bochum.de/) di Bochum – un imponente edificio che ricorda quasi una chiesa gotica – era la centrale del gas per la produzione dell’energia indispensabile per le acciaierie della zona. Dal 2003 la Jahrhunderhalle è sede della prestigiosa rassegna RuhrTriennale. Grazie al progetto dello studio Petzinka, Pink & Partner di Düsseldorf, le immense sale macchine e le aree di lavoro di un tempo hanno lasciato il posto a palcoscenici, sale da teatro e eleganti foyer. Unico e sensazionale è invece il Gasometro di Oberhausen (www.gasometer.de). Il gigantesco edificio circolare, alto 117 metri, che un tempo serviva per la conservazione del gas, è oggi la hall espositiva più grande d’Europa, dove si tengono mostre ed esposizioni (la più spettacolare, forse, The Wall di Cristo e Jeanne-Claude nel 1999), ma anche concerti dall’incredibile effetto acustico.

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