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Alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia del Monferrato astigiano, rinato grazie a un progetto d’amore che valorizza le eccellenze enogastronomiche del territorio.
C’è un posto in Piemonte, arroccato su una collina come un nido d’aquila, dove l’aria profuma di storia e di vigneti. Un luogo che i piemontesi conoscono bene come il “Balcone del Monferrato”, e non a caso. Arrivare a Cocconato d’Asti non è solo raggiungere una destinazione, è compiere un viaggio all’indietro nel tempo, verso un’autenticità rara e preziosa.
Lasciata l’auto ai piedi del borgo, l’invito è quello di perdersi. Salendo per le ripide viuzze, i ritmi frenetici sembrano dissolversi. Ogni passo è un incontro: con i caratteristici infernot, cantine scavate nella pietra viva che custodiscono i grandi vini della zona, e con i palazzi signorili le cui facciate silenziose raccontano secoli di storia. Qui non c’è fretta. Il vero lusso è camminare con il naso all’insù, lasciandosi incuriosire da un portale in legno massiccio, da un balcone fiorito, da un affresco sbiadito dal sole.
Indice dell'Articolo
Piazza della Vittoria, il cuore di Cocconato d’Asti
Il dedalo di stradine sfocia improvvisamente in uno spiazzo luminoso, Piazza della Vittoria. Non un semplice salotto, ma un vero e proprio palcoscenico naturale affacciato su un panorama mozzafiato. Da qui lo sguardo spazia libero su un mare di dolci colline, filari ordinati e borghi in lontananza, fino all’arco alpino che disegna il confine con il cielo.
Ma oggi qui si percepisce un’energia nuova, un fermento creativo che si mescola all’armonia rara di questo posto fatto di storia, natura e cultura.
Ai margini della piazza trovo AL COMBRÌ, che pervade l’aria dell’aroma inconfondibile di pizza cotta nel forno a legna. Mi siedo nel dehors, ordino un piatto di merenda sinoira e una Birra Baladin, e osservo la vita del paese che scorre, lenta e autentica. È qui che capisco la magia di “Cocconato bell’e buono”, un progetto che non vuole cambiare il borgo, ma valorizzarlo, aggiungendo energie nuove senza stravolgerne l’anima.
La Combriccola e il sogno della Riviera del Monferrato
L’idea è di Alberto Marchetti, il gelatiere torinese innamorato di Cocconato fin da ragazzo. “Sono tornato in queste colline per cercare una seconda casa e ho ritrovato un mondo vivo e pieno di memoria. Non ho trovato la casa, ma ho trovato un progetto che mi fa sognare: creare il primo Villaggio Diffuso della Riviera del Monferrato», mi racconta. Insieme a Fabio Digilio (Diecicento) e Leo Longo (Bicierin), ha dato vita alla Combriccola Marchetti, una Società Benefit che vuole fare impresa in modo diverso, attento alle persone e al paesaggio.
Una scoperta dietro l’angolo tra antichi sapori e artigianato
Lascio la piazza e inizio a esplorare. Poco lontano, la Parrocchiale di San Giovanni Battista custodisce opere d’arte di pregio, mentre i resti dell’antico castello, di cui rimane una torre svettante, ricordano il passato medievale di questo luogo strategicamente importante. Cocconato è anche questo: un intreccio di fede, potere e vita quotidiana che si respira in ogni pietra.
In una via centrale, il profumo mi guida verso la Salumeria con Gastronomia e Osteria, dove i salumi eccellenti e i formaggi locali sono protagonisti di piatti semplici e rispettosi della tradizione. Poco più in là, non posso resistere al richiamo della Gelateria Alberto Marchetti, con i suoi gusti legati al territorio. Scopro poi il Pastificio a vista, dove nascono ogni giorno agnolotti e tagliatelle freschi. Il prodotto di punta? L’Agnolotto di Cocconato, un ambasciatore di sapori destinato a viaggiare lontano.
Pedalare, soggiornare, creare: il borgo si fa esperienza
L’anima di Cocconato è anche movimento. Presso la Ciclofficina firmata da Leo Longo, posso noleggiare una bici per un pic-nic tra i vigneti o un tour più strutturato. Accanto, nell’ex caseificio, un parcheggio per bici elettriche e un concept store parlano di un turismo lento e consapevole. E per dormire? L’Albergo Diffuso offre appartamenti integrati nel paese: perché qui non sei un turista spettatore, ma diventi parte della comunità, anche solo per qualche giorno.
La residenza d’artista tra le colline
La visita si conclude con le Botteghe Artigiane e la Residenza d’Artista. Ceramiche, illustrazioni, design e libri animano le vie. In un atelier aperto a tutti, scopro le opere di artisti che qui trovano rifugio per la loro creatività. È il simbolo perfetto di questo borgo: un crocevia di bellezza antica e nuova, di memoria e futuro.
Partire da Cocconato, stavolta, è diverso. Non si porta via solo il ricordo di un panorama spettacolare, ma la sensazione vibrante di aver assistito a un piccolo, grande rinascimento. È il sapore bell’e buono di un’Italia che crede in se stessa e si rimette in gioco, con passione e gusto. Cocconato non aspetta altro che farvi vivere la sua rinascita. Venite a scoprirla.

