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Gondola origini, storia e curiosità

Gondola Venezia

Gondola veneziana, storia, caratteristiche e curiosità della romantica imbarcazione simbolo di Venezia.

La gondola è uno dei simboli di Venezia e fare un tour in gondola per i canali della Serenissima a bordo di questa elegante imbarcazione è un must per ogni turista. Ma cosa sappiamo delle origini e della storia della gondola? In questo articolo ti racconto origini, storia, caratteristiche, ma anche tante curiosità su questo emblema della marineria lagunare, sull’arte degli ultimi squeri veneziani e su come due storiche gondole sono diventate ambassador di Venezia in Cina a bordo di una nave da crociera.

Storia della gondola

A Venezia, nel periodo culmine della Serenissima, le persone camminavano poco e si spostavano perlopiù in barca. Come si può vedere ancora oggi, tutti i palazzi e le abitazioni nobiliari hanno l’ingresso principale sull’acqua, mentre le porte sul retro, più modeste e anonime, erano riservate al personale di servizio.

Ecco perché ogni famiglia, indipendentemente dal prestigio, aveva le proprie gondole e i propri gondolieri (“gondolieri de casada”), incaricati di trasportare i padroni e i loro famigliari tra i canali e da un palazzo all’altro.
Coloro che non potevano permettersi una barca e un gondoliere propri, potevano scegliere fra decine e decine di stazij situate a ogni angolo della città, dove, in qualsiasi momento della giornata, potevano salire su una gondola a noleggio ed essere trasportati per tutta la città, verso le isole della laguna o sulla terraferma.

L’origine del nome gondola è ancora ignoto. La versione più attendibile stabilisce l’etimologia nel termine latino cymbula, indicante una piccola imbarcazione, sebbene altre fonti sostengano che l’origine sia invece la parola greca kountelàs, che significa invece “barca corta”.
La gondola non ha una data di nascita ufficiale, ma è in un decreto emesso dal doge Vitale Falier nel 1094 che il termine emerse per la prima volta sotto forma di “gondolam”.

Gli antenati della gondola erano leggermente più corti e stretti, meno arcuati, con la parte di poppa più alta rispetto alla prua e poche decorazioni, ma soprattutto erano simmetrici. La forcola era una semplice tavola piatta, completamente diversa da com’è oggi. Il ferro era un normale pezzo di lamiera in metallo modellato per proteggere la barca in caso di collisioni.

Gondola
Gondola

Se le differenze tecniche fra le gondole erano numerose, quelle qualitative non erano da meno: nel 1580 circolavano circa 10.000 gondole, mentre oggi ne restano soltanto 433.

Provate a immaginare lo spettacolo di 5-6.000 gondole in batteria pronte ad accogliere qualche ospite illustre, come ad esempio nel 1574 quando Enrico di Valois, figlio di Caterina de’ Medici fu incoronato Enrico III di Francia il 30 maggio, oppure nel 1825 quando una regata di un centinaio di gondole accompagnò l’Imperatore d’Austria Francesco I e la sua consorte lungo il Canal Grande.

Uno dei motivi per cui il numero di gondole è crollato così drasticamente è riconducibile allo sviluppo delle barche a motore, che hanno a poco a poco messo in ombra quello che è da sempre il simbolo e l’essenza stessa di Venezia.

Caratteristiche della gondola veneziana

La gondola veneziana è lunga 11 m, alta circa 1,65 m, larga 1,42 m e pesa circa 500 chili. La più particolare delle caratteristiche della gondola è la sua asimmetria sull’asse longitudinale, da poppa a prua, con una deviazione di circa 24 cm verso destra rispetto a sinistra. Lo scopo di questa forma è compensare lo spostamento causato dallo stile di rematura veneziano a un solo remo.

Il remo, in legno di faggio, ha il fondamentale ruolo di timone. La forcola è il punto in cui si alloggia il remo, ed è in legno di noce.

Nonostante la sua notevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole grazie al suo fondo piatto e alla porzione ridotta di scafo sott’acqua, ed è manovrabile anche in spazi molto stretti.
Ogni gondola è composta da 280 pezzi di legno, fissati tra loro con chiodi galvanizzati.

Per questo la costruzione di una gondola richiede una maggiore varietà di legni rispetto ad altre barche, per le quali vengono impiegati quercia, larice o pino. Oltre a questi tre tipi di legno, per le gondole vengono utilizzati anche olmo, tiglio, quercia, cedro e mogano.

In totale vengono quindi impiegati ben otto tipi di legno, selezionati non solo per le specifiche caratteristiche, ma anche in base ai formati disponibili: il legno di quercia è utilizzato per lo scafo, soprattutto le fiancate, grazie alla sua elevata resistenza; l’olmo, molto duro ma anche estremamente elastico, è ideale per i bordi.

Il cedro è forte e compatto ma molto malleabile, e pertanto adatto alle parti incrociate decorate e intagliate; il mogano, robusto e spesso, è di norma impiegato per le parti di poppa e prua, grazie alla sua elevata spugnosità che aiuta a prevenire la formazione di crepe; il pino e il larice, molto resistenti all’acqua, sono utilizzati per le parti immerse in acqua; infine il noce, grazie alla sua duttilità anche da bagnato, agevola i ritocchi finali.

Gondola
Gondola

Nonostante le gondole siano accomunate da diverse caratteristiche, ognuna di esse è in realtà un vero pezzo unico. Ciascun gondoliere ha la propria gondola personale, e ogni barca viene prodotta su misura per il suo gondoliere: la postazione di guida, il remo e la forcola vengono progettati e costruiti in relazione all’altezza e alle braccia del gondoliere che dovrà usarli.

Inoltre, ogni gondola è facilmente riconoscibile grazie alle sue decorazioni e i suoi intagli particolari. È importante ricordare che le decorazioni si sviluppano in modo simmetrico, ma con dettagli asimmetrici.

Un tempo, le decorazioni ad intaglio più esterne venivano eseguite su altri pezzi di legno e non direttamente sulle parti strutturali. Ciò era dovuto probabilmente alla possibilità di utilizzare i tipi di legno più adatti all’intaglio.
Oggi non è più così, per motivi sia economici che estetici, e le decorazioni vengono praticate direttamente sulle parti in legno della barca.

Squero e squeraroli

Il cantiere navale lagunare in cui vengono costruite barche e gondole viene chiamato in Veneto squero, mentre gli edifici che lo ospitano sono chiamati “tesa”.

Lo squerarolo è l’artigiano che, pezzo dopo pezzo, dà lentamente forma a ogni gondola. Nel solco di una tradizione secolare, ogni squerarolo costruisce le proprie gondole senza l’ausilio di progetti o disegni. Ogni gondola è quindi un pezzo unico, un vero oggetto d’arte, perfettamente distinguibile dalle altre.

Non esiste, né è mai esistito, uno standard per la costruzione di una gondola: ogni artigiano procede secondo il proprio intuito e le proprie idee, variando dimensioni e proporzioni delle gondole in base alle esigenze.  Ogni squerarolo impara il mestiere tramite apprendistato presso un maestro costruttore finché non è in grado di costruire da sé le proprie barche. Un lavoro unico, e un’arte ormai in via di estinzione.

Gondola
Gondola

L’Arte degli squeraroli era una delle arti più importanti della Serenissima, l’antica Repubblica di Venezia, poiché lo sviluppo e la vita della città dipendevano dall’acqua e dai mezzi per spostarsi su di essa. Questa Arte nacque nel 1607 ad opera del Consiglio dei Dieci e includeva due colonnelli, i cosiddetti squeraroli da grosso (incaricati della costruzione di barche di media portata) e gli squeraroli da sotil (che costruivano le barche più piccole); questi artigiani si separarono dai costruttori di navi nel 1607.

Fino al 1621, la Scuola si trovava nella chiesa di San Bonaventura, a San Marcuola, quindi fu spostata in un’altra parte della città, nella chiesa di San Trovaso.

Oggi l’arte di costruire gondole è a un punto particolarmente cruciale, quasi paradossale: la domanda ha superato l’offerta.  La crisi del settore non è più dovuta alla carenza di legno, bensì di manodopera qualificata. Gli esperti costruttori navali si contano ormai sulle dita di una mano, mentre i più giovani, in una città sempre più dedita al settore dei servizi, scelgono professioni più facili e meno impegnative.

Lo squero di San Trovaso

Lo squero di San Trovaso è uno dei cantieri navali più antichi e famosi di Venezia. Si trova lungo il canale omonimo e risale al 1600. È uno dei pochi squeri ancora attivi a Venezia.

Insolitamente per Venezia, gli edifici che circondano lo squero richiamano lo stile architettonico delle abitazioni di Cadore nelle vicine Dolomiti, da dove arrivavano nel 1600 i primi carpentieri navali e la maggior parte del legno utilizzato per la costruzione per le barche.

Oggi allo squero di San Trovaso le gondole vengono costruite e restaurate utilizzando le stesse sofisticate tecniche tramandate di generazione in generazione.

Considerato che la durata di vita media di una gondola è di circa 40 anni, la maggior parte del lavoro svolto dai cantieri navali riguarda la manutenzione dell’esterno delle barche; questo è il motivo per cui i cantieri sono rivolti verso il sole: per consentire l’asciugatura corretta delle gondole.
La costruzione di una gondola richiede circa due mesi, e ne vengono prodotte in genere soltanto una o due all’anno anche perché i costruttori devono rispettare una sequenza ben precisa di attività che prevede diverse interruzioni, come spostare e girare le barche, o il coinvolgimento di altri artigiani come intagliatori, fabbri, ecc.

Oggi, questi cantieri cercano di riservare uno spazio coperto, al riparo dalla polvere, per i delicati interventi di verniciatura, che richiedono un grado di attenzione molto più elevato rispetto al passato, quando veniva utilizzato il catrame.

Lo squero di San Trovaso produce anche accessori originali per gondole come forcole (tipici scalmi veneziani), cimieri (ornamenti), decorazioni portabandiera, ferri di poppa, cavalli ornamentali in diverse misure; inoltre, vende anche dipinti realizzati su lastre di legno provenienti da gondole dismesse, articoli personalizzati con intagli e decorazioni su richiesta, gondole di seconda mano per tempo libero o mostre.

Due storiche gondole a bordo di Costa Venezia

Provengono dallo squero di San Trovaso anche le due storiche gondole che sono state collocate a bordo di Costa Venezia, la nave a tema Serenissima varata qualche mese fa e destinata esclusivamente al mercato cinese. Appartenute a due famiglie di gondolieri, sono state posizionate nel Ristorante Canal Grande al ponte 3 e nella Lounge Gondola al ponte 5, divenendo di fatto ambasciatrici dell’arte secolare della Serenissima.

La gondola della Famiglia Russo

La prima è la gondola della Famiglia Russo, di cui ci racconta la storia Lorenzo Russo: “Nel 1983 Gianni Russo, gondoliere dal 1970 per il servizio traghetti della Chiesa di San Beneto a Venezia, commissionò allo squero di San Trovaso la costruzione di una gondola. Il carpentiere Gastone Nardo, grande amico di Gianni e depositario di segreti e tradizioni centenarie, costruì la gondola alla perfezione, producendo il suo ennesimo capolavoro: una gondola perfetta e curata fin nei minimi dettagli.

GondolaCostaVenezia
Gondola veneziana a bordo di Costa Venezia

La gondola fu varata in pompa magna pochi mesi dopo, con fiumi di buon vino e ottimo cibo per tutti gli invitati all’inaugurazione. Lo stesso pomeriggio del varo, la nuova gondola, sottile e raffinata, veloce e facile da manovrare, iniziò una lunga carriera, navigando giorno e notte tra i canali veneziani. I suoi sedili hanno accolto turisti cinesi e indiani, tedeschi e turchi, americani e francesi, arabi e svedesi… Se questa gondola potesse parlare sarebbe un’incredibile poliglotta!

Gianni Russo lavorò fra i canali di Venezia fino al pensionamento, in seguito al quale la gondola passò al figlio Lorenzo, già introdotto sin dall’infanzia a tutti i segreti di questa splendida professione. Dopo qualche anno di apprendistato, Lorenzo prese pieno possesso della gondola e nel 1992 iniziò a lavorare con il “Traghetto del sal” (punta della dogana).

Nel 2001 la gondola della famiglia Russo fu completamente rinnovata con un nuovo scafo e nuove parti ad opera del nuovo titolare dello squero di San Trovaso, Lorenzo Della Toffola, erede della maestria di Gastone. La nuova gondola, nel pieno rispetto dei canoni della tradizione navale, ha consolidato lo stretto e duraturo rapporto fra i Russo e lo squero di San Trovaso.

Nel corso degli anni, la gondola è stata utilizzata per eventi religiosi, riprese cinematografiche (Indiana Jones e l’ultima crociata) e matrimoni, ed è rimasta in uso fino al 2018. Oggi il costruttore navale Lorenzo Della Toffola dello squero di San Trovaso ha una nuova gondola pronta per la famiglia Russo e dopo 35 anni di onorato servizio, la nostra amata vecchia barca è pronta a ritirarsi dalle scene.”

La gondola della famiglia Santini

L’altra gondola è invece appartenuta alla famiglia Santini, come ricorda Alessandro Santini, detto “Bagoina”. “Nel 1987 mio padre, Sergio Santini, conosciuto come “Bagoina”, commissionò la costruzione di questa gondola allo squero di San Trovaso. La scelta ricadde su Gastone Nardo, grande amico di famiglia e straordinario costruttore di gondole. Mio padre aveva già utilizzato in passato la gondola di mio nonno, Pietro Santini, conosciuto come “Bagoina”, che lavorò come gondoliere alla stazione di Rialto-Carbon dagli anni ‘30.

Gondola veneziana a bordo di Costa Venezia
Gondola veneziana a bordo di Costa Venezia

Il giorno in cui fu varata la gondola avevo quattordici anni. Fui il primo a navigare su questa gondola, che nel corso degli anni mi aiutò a consolidare le mie abilità di gondoliere. Mio padre la utilizzò fino al 1995, anno in cui io ricevetti la mia licenza ed ereditai la gondola. L’ho sempre amata e curata con grande passione: è sempre stata molto più che una semplice gondola per me.

Questa gondola ha partecipato a tantissimi matrimoni, pubblicità, film, video musicali, e migliaia di persone da tutto il mondo hanno avuto la fortuna di potersi godere la vista di Venezia che solo una gondola può offrire.

Nel 2018 è toccato a me commissionare una nuova gondola, naturalmente sempre dallo stesso cantiere del maestro Lorenzo Della Toffola, grande amico, straordinario costruttore di gondole e prezioso custode di questa arte unica al mondo. Tuttavia, anche se la mia vecchia gondola ha raggiunto la pensione, nessuno dimentica il primo amore e io non dimenticherò mai la mia fedele compagna sulle acque veneziane. Ricordo quelle deliziose serenate estive e quelle ombrose giornate d’autunno, quando tutti noi avremmo preferito rimanere a casa, ma dovevamo comunque lavorare e rimanere sulle nostre gondole, sempre insieme, in una magica Venezia ammantata dalla nebbia.”

 

 

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