La Via Francigena in Piemonte: storia, paesaggi e tradizioni di un cammino millenario

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Dai passi alpini della Valle di Susa all’anfiteatro morenico del Canavese, un viaggio lungo la Via Francigena piemontese tra fede, natura e turismo lento.

C’è qualcosa di profondamente evocativo nel camminare lungo una strada che per secoli ha visto passare pellegrini, mercanti e viandanti diretti verso Roma. La Via Francigena (letteralmente “strada che viene dalla Francia”), uno dei grandi itinerari del turismo lento europeo che per un tratto attraversa il cuore del Piemonte, non è semplicemente un percorso escursionistico. È un viaggio attraverso la storia, che permette di riscoprire paesaggi straordinari, borghi silenziosi e testimonianze architettoniche che raccontano mille anni di spiritualità e cultura europea.

Quando nel 990 l’arcivescovo Sigerico di Canterbury intraprese il suo ritorno da Roma, annotando minuziosamente nel suo diario le tappe del percorso, non immaginava certo che stava tracciando quella che sarebbe diventata una delle vie di pellegrinaggio più importanti d’Europa. Quel suo cammino, oggi riconosciuto come Grande Itinerario Culturale Europeo dal Consiglio d’Europa, continua a vivere, reinventato per chi ama il camminare consapevole, la scoperta autentica dei luoghi e il contatto diretto con la natura e le persone.

Itinerario della Via Francigena
Mappa della Via Francigena

La Via Francigena in Piemonte, un cammino tra storia e natura

Da sempre, il Piemonte è la porta d’ingresso nella penisola per chi attraversa le Alpi occidentali, passando dai valichi del Gran San Bernardo, del Moncenisio e del Monginevro, che hanno plasmato non solo la geografia dei pellegrinaggi, ma anche la cultura e l’identità dei territori attraversati. Ed è proprio in questa regione che la Via Francigena rivela tutta la sua complessità. Non un’unica strada, ma un reticolo di varianti che si intrecciano, si separano e si ricongiungono per centinaia di chilometri, toccando decine di comuni distribuiti tra le province di Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria, e attraversando quattro parchi naturali.

Dalle cime alpine alla pianura del Po, dalle colline del Monferrato fino alle abbazie romaniche che punteggiano la campagna vercellese, è tutto un invito a rallentare, ad assaporare con tutti i sensi il paesaggio e le storie che custodisce. Lungo il percorso, l’arte e la spiritualità si fondono con la natura in monumenti emblematici come la Sacra di San Michele, che raccontano la profondità di questo itinerario.

Dove ogni pietra parla di fede, ospitalità e cultura. Ogni sosta diventa un incontro, con una chiesa romanica isolata tra i campi, con un vignaiolo che offre un bicchiere di buon vino, con un tratto di strada che ancora conserva i solchi lasciati dai pellegrini di un tempo.

La Via Francigena in Piemonte
Lungo la Via Francigena in Piemonte

La Via Francigena morenico-canavesana

La direttrice principale della Via Francigena in Piemonte si sviluppa per circa 65 chilometri attraverso 10 comuni, accompagnando i camminatori dal confine con la Valle d’Aosta fino alla pianura vercellese attraverso il Canavese e lo spettacolare scenario dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, una delle conformazioni geologiche di origine glaciale meglio conservate al mondo.

Questo tratto è un’immersione in paesaggi di straordinaria varietà, in un continuo alternarsi di laghi cristallini, piccoli borghi sonnacchiosi, boschi secolari e vigneti terrazzati che ricordano che questa è anche terra di grandi vini. Il cammino coincide infatti per lunghi tratti con la Strada Reale dei Vini Torinesi, che offre l’opportunità di degustare vini rinomati come il Carema Doc, il Canavese Rosso, l’Erbaluce e il prezioso Passito di Caluso, sostando in osterie che perpetuano antiche tradizioni enogastronomiche.

Chiosco informazioni Via Francigena a Ivrea
Il chiosco dell’Associazione Via Francigena a Ivrea

La Via Francigena della Valle di Susa

Fin dall’antichità, la Via Francigena della Valle di Susa ha rappresentato uno dei collegamenti privilegiati tra l’Italia e l’Oltralpe. I pellegrini che giungevano dai colli del Moncenisio e del Monginevro trovavano qui un corridoio naturale verso la pianura padana, seguendo tracciati che affondano le radici nell’epoca romana e oltre. Scendendo verso Susa sostavano all’Abbazia di Novalesa, luogo di spiritualità e cultura dove i monaci benedettini hanno custodito per secoli il sapere medievale, o nel borgo fortificato di Exilles, dominato dall’imponente forte.

Fulcro simbolico di questo itinerario è rappresentato dalla maestosa Sacra di San Michele, l’abbazia arroccata sul monte Pirchiriano che domina la valle da quasi mille metri di altezza, a breve distanza dal luogo dove, nel 773, si combatté la leggendaria battaglia tra i Franchi di Carlo Magno e i Longobardi di re Desiderio. Il percorso culmina all’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, luogo privilegiato per l’ospitalità e la cura dei pellegrini, dove ancora oggi si possono ammirare splendidi affreschi tardogotici.

chiesa abbaziale della Sacra di San Michele
Opere d’arte nella chiesa abbaziale della Sacra di San Michele

Per chi ama l’avventura e i percorsi meno battuti, c’è anche la suggestiva variante del Sentiero dei Franchi che in circa 60 chilometri conduce da Oulx alla Sacra di San Michele, attraverso il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand e il Parco Orsiera Rocciavrè, in un susseguirsi di antiche borgate, architetture sacre e una biodiversità straordinaria.

La Via Francigena da Torino al Monferrato, e oltre

Superata la Valle di Susa, il cammino entra nel cuore del Piemonte, attraversando Torino e seguendo poi il corso del Po verso est. Questo segmento, che collegava Rivoli, Torino e Chivasso, acquisì nel Medioevo un notevole valore strategico. Tra Santhià e Vercelli si trovava infatti il crocevia dove si ricongiungevano i pellegrini provenienti dalle due grandi direttrici, quella della Valle di Susa e quella della Valle d’Aosta attraverso il Canavese.

Il paesaggio cambia radicalmente, si lasciano alle spalle le colline per entrare in un mondo d’acqua. Quelle che nel Medioevo erano terre paludose e spesso inondate dal grande fiume, sono oggi diventate le distese delle risaie vercellesi, il celebre “mare a quadretti” che nella stagione della semina si trasforma in uno specchio d’acqua punteggiato di garzaie e aironi.

Escursionisti sulla Via Francigena
Escursionisti sulla Via Francigena in Piemonte

In questa pianura, l’importanza della Via Francigena è testimoniata da fondazioni religiose di straordinario valore come l’Abbazia di Santa Maria di Lucedio, gioiello romanico circondato dalle risaie. Da qui, la Via Francigena si biforca ancora: un segmento si dirige a sud, verso Asti e Alessandria, seguendo le dolci colline del Monferrato, l’altro prosegue verso Pavia, per ricongiungersi all’antico itinerario di Sigerico. Lungo entrambe le direttrici sorgono monasteri, pievi e foresterie che nel Medioevo garantivano ristoro ai viandanti, luoghi che oggi rivivono come agriturismi, ostelli e centri culturali, simboli di una nuova ospitalità che coniuga storia e sostenibilità.

Un invito al viaggio sulla Via Francigena in Piemonte

Questo articolo è solo un punto di partenza, un invito a mettersi in cammino con lo zaino in spalla, a piedi, in bicicletta, a cavallo, come più vi piace. Alcuni dei percorsi più suggestivi della Via Francigena in Piemonte saranno infatti protagonisti di una serie di prossimi articoli, in cui vi condurremo, tappa per tappa, alla scoperta dei tratti Vaie-Avigliana della Via Francigena della Valle di Susa, Carema-Ivrea e Ivrea-Viverone della Via Francigena morenico-canavesana, tra laghi morenici, borghi medievali e tradizioni enogastronomiche d’eccellenza.

Perché la Francigena non è solo una strada da percorrere, ma una storia da ascoltare passo dopo passo, e il Piemonte, con la sua bellezza discreta e sorprendente, è uno dei luoghi migliori per iniziare questo racconto. Preparate lo zaino: l’avventura sta per cominciare.

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