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Borgogna cosa vedere, 8 siti Unesco da non perdere

Borgogna cosa vedere Vezelay

Borgogna cosa vedere: un affascinante itinerario che tocca 8 siti Unesco e attraversa millenni di storia, dalla preistoria all’età contemporanea.

Con ben 8 siti Unesco disseminati sul suo territorio, la Borgogna è, insieme all’Occitania, la regione della Francia che vanta la più alta concentrazione di siti Unesco iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale: Chiesa di Notre-Dame a Charité-sur-Loire, Basilica e collina di Vèzelay, Abbazia cistercense di Fontenay, i “Climats” di Borgogna, Siti Palafitticoli dei laghi di Chalain e Clairvaux, Grande Salina di Salins-les-Bains , Saline Reali di Arc-et-Senans, Cittadella e Fortificazioni Vauban a Besançon, Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp. Sono le tappe di un affascinante itinerario che attraversa millenni di storia e un’incredibile varietà di paesaggi, compresi ovviamente i leggendari vigneti che producono i prestigiosi vini di Borgogna, rinomati in tutto il mondo.

Borgogna cosa vedere, 8 siti Unesco da non perdere

Chiesa di Notre-Dame a Charité-sur-Loire

Il viaggio inizia lungo le rive della Loira, nella città di Charité-sur-Loire che con la Chiesa di Notre-Dame è una delle porte di ingresso alla scoperta del patrimonio mondiale della regione BourgogneFranche-Comté. Nel 1998, la chiesa di Notre-Dame è inclusa nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come tappa miliare del cammino di Santiago di Compostela in Francia. I pellegrini erano soliti approfittare della “carità dei buoni padri”, una tradizione che diede il nome alla città.

A metà dell’XI secolo, l’abbazia di Cluny fondò il priorato di La Charité e ben presto l’edificio assunse un ruolo chiave nell’espansione dell’ordine cluniacense. Nel XII secolo, la chiesa di Notre-Dame misurava 120 metri di lunghezza; il campanile di Sainte-Croix aveva un’altezza di 72 metri e la navata di 27 metri.

La fama della chiesa di Notre-Dame è dovuta principalmente alla ricchezza della sua decorazione scolpita. Le colonne e i capitelli del deambulatorio, il bestiario del coro e le alte arcate testimoniano tutta la ricchezza dell’ispirazione cluniacense.

Basilica e collina di Vèzelay

Alle porte del Parco naturale del Morvan, bagnata dal fiume Cure, la collina di Vézelay (in passato denominata Mont-Scorpion e “collina eterna”) fu il teatro degli eventi storici fondatori della Bourgogne nel IX secolo. La basilica di Santa Maria Maddalena, o basilica di Vèzelay che domina la “collina eterna”, ne è un eco lontano.

Vézelay fu concepito come un faro della cristianità e i benedettini (committenti dell’abbazia dedicata a Maria Maddalena e di cui affermano conservare le reliquie) accolsero e orientarono moltitudini di pellegrini e crociati verso Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela.

La basilica e la collina di Vézelay in Borgogna sono tra i primi beni francesi iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1979 e poi nuovamente nel 1998 per il Cammino di Santiago di Compostela. Luogo di storia, spiritualità e arte, “archetipo” delle città di pellegrinaggio, importante sito commerciale cinto da mura, il cui restauro rappresenta oggi una sfida importante, Vézelay rivela ai visitatori, la luminosa testimonianza dell’antica chiesa abbaziale, con la sua superba decorazione scolpita del XII secolo.

Abbazia cistercense di Fontenay

Più a nord, in fondo a una valle verdeggiante, potrete scorgere uno dei gioielli del patrimonio romanico francese: l’abbazia cistercense di Fontenay, l’unica abbazia francese rimasta completamente intatta. Fondata nel 1118 da San Bernardo, l’abbazia di Fontenay in Borgogna è uno dei più antichi monasteri cistercensi in Francia.

L’architettura romanica conferisce una forte omogeneità al complesso di edifici conventuali del XII secolo, che ci giungono intatti attraverso oltre nove secoli di storia.
Seguendo il rigoroso piano di San Bernardo, potrete scoprire nell’ordine la chiesa, il dormitorio, il chiostro, la sala capitolare, lo scriptorium, il refettorio e la fucina.

Estensione ideale della visita alle sale dell’abbazia, i grandi giardini in stile francese e i nuovi giardini paesaggistici svelano una grande varietà di piantagioni, alberi centenari e numerosi specchi d’acqua. Superati i giardini, la valle di Fontenay avvolge l’abbazia su un’area di oltre 1200 ettari di boschi e fiumi, offrendo panorami suggestivi e sempre mutevoli in base alle stagioni.

Fontenay Jardins

I “Climats” di Borgogna

In direzione sud-est, attraverserete le celebri colline dei “Climats” di Bourgogne, un territorio dove il savoir-faire e la tradizione vitivinicola si tramandano da secoli con rispetto e passione. Il termine Climat non deve trarre in inganno: in Borgogna, non indica il meteo, bensì un territorio viticolo. Un Climat è una parcella di vigneto chiaramente delimitata e denominata, dove viene prodotto un vino dal gusto unico, che porta il suo nome. Montrachet, Romanée Conti, Chambertin, Les Cailles, Les Amoueuses, Clos des Mouches… esistono oltre 1200 Climats nel sito del patrimonio, tra Digione e Maranges, a sud di Beaune.

I Climats di Bourgogne sono un modello di viticoltura locale per il mondo intero. I viticoltori e i proprietari di vigneti hanno acquisito la conoscenza dei territori, il savoir-faire e l’arte vitivinicola nel corso dei secoli, a partire dall’Alto Medioevo.

Per 2000 anni, la cultura della vite ha creato gradualmente un patrimonio unico e diversificato: i muretti e le cabottes (costruzioni in pietra o in legno nel mezzo dei vigneti), l’ambiente viticolo dei villaggi e i grandi monumenti delle città di Digione e Beaune. Questa eredità architettonica è l’espressione concreta dei monaci, dei Duchi di Valois-Bourgogne, dei commercianti e dei vignaioli che hanno creato e protetto i Climats, dando vita a un paesaggio affascinante.

Climats de Bourgogne

Siti Palafitticoli dei laghi di Chalain e Clairvaux

Proseguendo verso est, i rilievi si accentuano, i pendii si ricoprono di pinete: non ci sono dubbi, siete nel Giura. Sulle rive dei laghi di Chalain e Clairvaux, l’umanità sembra assumere tutto il suo significato: qui l’uomo ha saputo adattarsi con ingegno alla particolarità degli ambienti. Dal 27 giugno 2011, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, come sito seriale transnazionale.

Lo spazio archeologico di Clairvaux-les-Lacs ripercorre 40 anni di ricerche e indagini archeologiche intorno ai laghi del Giura, esponendo la ricostruzione di un habitat lacustre e i reperti portati alla luce.

Grande Salina di Salins-les-Bains

Percorrendo strade sinuose giungerete alla valle di Salins-les-Bains, con la sua vista vertiginosa. la Grande Salina di Salins-les-Bains testimonia 1200 anni di produzione di sale ignigeno (cioè ottenuto per evaporazione artificiale).

Questo sito industriale medievale unico in Europa, nonché uno dei più antichi in Francia, conserva ancora oggi elementi tecnici e architettonici eccezionali, testimoni di un’arte millenaria che dal VIII secolo sfrutta fonti naturalmente salate.

Costruita nel XIII secolo per proteggere i pozzi d’acqua salata, questa galleria sotterranea, simile a una cattedrale al servizio della lavorazione del sale, ha immense volte della lunghezza di 165 metri.

E questa è solo una parte di un vasto complesso industriale fortificato, che si estende su una superficie di 2 ettari, costruito su ordine dei Duchi di Bourgogne nel Medioevo quando la Grande Salina diventò un grande stabilimento e contribuì allo sviluppo e alla prosperità di Salins-les-Bains. Nel cuore di questo grandioso spazio sotterraneo, un bilanciere del XIX secolo, mosso da una grande ruota idraulica, attiva una pompa d’acqua tutt’oggi funzionante.

Saline Reali di Arc-et-Senans

Sui passi dei contrabbandieri del sale, una volta giunti alla fine del viale reale, si aprirà dinanzi a voi una visione, quella di un architetto geniale, Claude-Nicolas Ledoux, che non progettò solo una fabbrica ma una vera e propria città ideale: siete arrivati alle Saline Reali di Arc-et-Senans.

Complesso architettonico unico, commissionato dal re Luigi XV e iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1982, le Saline Reali di Arc-et-Senans sono il capolavoro dell’architetto Claude Nicolas Ledoux.

Costruita tra il 1775 e il 1779, questa fabbrica per la produzione di sale riunisce in modo funzionale e simbolico 11 edifici che, dopo l’arresto della produzione nel 1895, hanno rischiato più volte la distruzione. Emblema dell’architettura di stile illuminista, le Saline Reali sono innanzitutto una fabbrica integrata, dove viveva quasi tutta la comunità di lavoro. Sono anche un teatro, che ha come palcoscenico le “Bernes” (padiglioni utilizzati per l’evaporazione dell’acqua salata) e la “Maison du directeur” (la residenza del direttore della salina).

Non da ultimo, sono un’espressione plastica grazie al raffinato utilizzo delle facciate in bugnato, delle colonne, dei frontoni, dei cerchi e delle mansarde tutti concepiti per essere animati dal percorso del sole. Il piano architettonico delle Saline Reali, la loro storia e i lavori di ristrutturazione ne fanno un monumento unico al mondo, che riflettono le nostre radici e l’impronta di quel tempo.

Cittadella e Fortificazioni Vauban a Besançon

Nella capitale della Franche-Comté, si trova uno dei gioielli di Ledoux, la Cittadella di Besançon, una fortezza inespugnabile che domina con orgoglio una città splendida e ricca di storia.

La storia di Besançon e della sua Cittadella è intimamente legata a quella dell’architetto Vauban, che progettò le fortificazioni nel XVII secolo, sotto il re Luigi XIV. Iscritte nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2008 sono un grande esempio di architettura militare. La Cittadella, elemento centrale delle fortificazioni, è considerata una delle più suggestive in Francia.

Arroccata su un anticlinale che domina la città da oltre 100 metri di altezza, dalle sue mura si possono ammirare panorami d’eccezione sul centro storico e sull’onnipresente natura circostante. La Cittadella è un gioiello unico nel suo genere, che sorprende i visitatori per le sue molteplici sfaccettature, su una superficie di quasi 12 ettari.

Citadelle Besancon c-David-Lefranc

Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp

L’itinerario termina a Ronchamp, dove potrete visitare la cappella di Notre-Dame du Haut a strapiombo sulla valle, opera dell’architetto Le Corbusier, uno dei più influenti architetti francesi del Novecento.

Un luogo insolito, atemporale, che stimola la riflessione e non lascia nessuno indifferente. La cappella di Notre-Dame du Haut, il rifugio dei pellegrini, la casa del cappellano e la piramide della pace formano nel loro complesso un luogo emblematico dell’architettura moderna a Ronchamp.

Queste quattro costruzioni, insieme ad altri 16 siti frutto del genio di Le Corbusier, dal luglio 2016 sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Costruita a partire dal 1953 e inaugurata nel 1955, la cappella di Notre-Dame du Haut scatenò forti reazioni. Se, da un lato, i detrattori la paragonarono a un bunker o a una moschea, i suoi sostenitori colsero subito in questa opera l’esordio di un’autentica rivoluzione architettonica.

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