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Goustò cucina piemontese sabauda a Torino

Goustò ristorante Torino

[yasr_overall_rating size=”medium”]Goustò Torino: recensione di una cena degustazione di cucina piemontese sabauda nel ristorante a Porta Palazzo.

Ristorante Goustò a Torino

Affacciato sul mercato più multietnico di Torino, a due passi dalla Porta Palatina, dal Duomo e dal Palazzo Reale, il ristorante Goustò è il posto giusto se volete gustare la tipica cucina piemontese con vista su uno degli angoli più caratteristici e autentici della città.

Ecco la mia recensione di una cena degustazione in questo ristorante di cucina piemontese sabauda a Porta Palazzo alla quale ho partecipato insieme alle girls del gruppo Travel Blogger Italiane.

Cucina piemontese sabauda

Innanzitutto, cosa significa esattamente cucina piemontese sabauda? “La nostra è una cucina tipicamente piemontese – spiega Raffaella, la titolare, – ma con incursioni nelle regioni limitrofe di Liguria, Val d’Aosta e Savoia, in Francia, da cui attingiamo antiche ricette, prodotti del territorio e vini eroici, cioè provenienti da vigneti d’alta quota.”

Il locale non è grande, pochi tavoli in una sala luminosa, ma ha il plus di un ampio dehors sotto le arcate della storica Galleria Umberto I dove si può mangiare all’aperto, ma comunque al riparo dalla canicola estiva o dal maltempo improvviso. Il ristorante Goustò è infatti ospitato nello splendido palazzo di origini secentesche che fu sede del primo ospedale di Torino, di cui rimane traccia nella storica Farmacia Mauriziana, risalente addirittura al ‘500 e tuttora operativa.

Assaggi di antipasti piemontesi

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Aprono la nostra cena alla scoperta degli antichi sapori regionali una carrellata di assaggi di antipasti che più piemontesi non si può. Cominciamo con gustose acciughe alla monferrina con salsa di nocciole su vele di pane e il vitello tonnato “alla maniera antica”, secondo una ricetta del ‘700. La salsa infatti è semplicemente a base di capperi, acciughe e uova, quindi senza tonno, ingrediente all’epoca poco conosciuto e ancora meno utilizzato nelle cucine padane.

E’ poi la volta di una quenelle di tartare battuta al coltello di bovino piemontese, che come tutta la carne servita nel locale proviene da una macelleria Coalvi, cioè aderente al Consorzio di Tutela della Razza Piemontese che ne garantisce l’origine locale e l’alta qualità, accompagnata da chips e crema di Grana, riduzione al balsamico e olio verde al prezzemolo.

A seguire, l’uovo cotto a bassa temperatura con spuma di caprino e asparagi di Cantavenna che arrivano direttamente dal campo alla cucina di Goustò senza passaggi intermedi.

Vini eroici

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Degno accompagnamento delle varie portate è un Avanà “Garbin” DOC, un rosso fresco e fruttato dell’azienda agricola di Croce Andrea di Chiomonte, in Val di Susa. Un’area geografica a breve distanza da Torino, da cui provengono anche altre etichette di una carta dei vini che predilige vini eroici ed estremi, cioè prodotti da vigneti d’alta quota della Val di Susa o della Val d’Aosta, spesso disposti su terrazzamenti e curati rigorosamente a mano.

Come primi, gustiamo degli ottimi Agnolotti del plin su salsa al vino rosso e burro e i Rabaton di Seirass, una ricetta tipica del basso Piemonte, in particolare dell’alessandrino, che vi consiglio di provare perché, oltre che buonissimi, non è sempre facile trovarli nei menu dei ristoranti torinesi. Si tratta di grossi gnocchi fatti in casa a base di ricotta (seirass, appunto), ortiche ed erbe di campo, saltati nel burro di montagna e salvia. Un piatto perfetto anche per i vegetariani.

Goustò Torino

A proposito: nella cucina di Goustò c’è sempre grande attenzione per chi è intollerante al glutine e non mancano mai proposte per chi non mangia carne, sempre nel rispetto della stagionalità di ingredienti e materie prime.

Un altro piatto che non si trova facilmente nei menu a causa della lunga esecuzione, e che quindi vale la pena di gustare qui, è la guancia di maiale cotta a bassa temperatura, che si scioglie praticamente in bocca, tanto è morbida, dopo una cottura di otto ore seguita a una marinatura nella birra, con contorno di patate, mele e senape in grani.

Per chiudere in dolcezza la nostra degustazione di cucina piemontese sabauda da Goustò, niente di meglio di una panna cotta all’antica maniera, cioè come la facevano le nostre nonne, con l’albume d’uovo al posto della colla di pesce, servita con biscotti e sciroppo artigianale di meliga. Ma c’è anche la versione alternativa con il ratafià, il dolce liquore di ciliege cantato anche dal piemontesissimo Paolo Conte.

(3) Commenti

  1. La cena da Goustò è stata davvero spettacolare. Consigliatissimo per chiunque voglia scoprire antiche ricette regionali rivisitate!

  2. Una splendida serata in un ristorante da consigliare! Amo le rivisitazioni della cucina classica che però non perdono il fil rouge della tradizione!

  3. Ho avuto modo di gistare l’eccellente cucina tradizionale di Goustò: ricette varie, curatissime negli ingredienti, nella riacoperta di ricette della migliore cucina piemontese rielaborate e impiattate con raffinatezza. Proprietaria gentilissima nello spiegare personalmente i piatti Davvero un must a Torino

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