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Padova cosa vedere, 10 luoghi da non perdere nella città del Santo

Padova cosa vedere

Padova cosa vedere nella città del Santo, 10 luoghi da non perdere dall’Orto Botanico agli straordinari affreschi di Padova Urbs Picta, Patrimonio UNESCO.

Poche città al mondo possono fregiarsi del doppio sigillo dell’UNESCO e Padova è una di queste!
Sparsi per la città ci sono infatti l’Orto Botanico più antico del mondo e una serie di luoghi unici, come la Cappella degli Scrovegni, che custodiscono straordinari cicli pittorici medievali, riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

E non finisce qui, perché questa città vi stupirà con il suo charme, i suoi tesori culturali e una cucina tradizionale tutta da gustare. Ecco cosa vedere a Padova, 10 luoghi da non perdere se avete in programma un viaggio nella città del Santo.

Padova cosa vedere

1. Basilica del Santo

La magnificenza della Basilica del Santo è l’espressione dell’immensa devozione dei Padovani per Sant’Antonio, che vi è sepolto nella sontuosa Cappella del Santo, tra intarsi marmorei ed ex-voto, meta incessante di pellegrinaggi fin dalla sua morte nel XIII secolo.

Se arrivate dal centro storico, il colpo d’occhio sul complesso, che fonde elementi romanici, gotici e bizantini e culmina nelle otto cupole e due torri slanciate che ricordano dei minareti orientali, è a dir poco spettacolare.

L’interno non è da meno: un tripudio di opere d’arte, affreschi, sculture e cappelle magnificamente decorate. Dopo aver visitato quella del Santo, recatevi nella cappella della Madonna Mora per ammirare gli affreschi trecenteschi in parte attribuiti a Giotto, mentre quelli dell’attigua Cappella del Beato Luca Belludi sono invece opera di Giusto de’ Menabuoi.

Cercate poi la Cappella delle Reliquie, dove si trovano pregevoli esempi di oreficeria che custodiscono frammenti del corpo del Santo, tra cui la Lingua incorrotta di Sant’Antonio.

Il capolavoro artistico di maggior pregio della Basilica del Santo è però l’Altare Maggiore di Donatello, che vi lavorò per ben 9 anni, realizzando sculture, bassorilievi e il grande crocifisso, portando il Rinascimento a Padova.

Dove mangiare: A due passi dalla Basilica del Santo, Frascoli Bacaro è una tipica cicchetteria veneziana che merita una sosta. Ottima la frittura di pesce, freschissima e leggerissima, da provare!

Basilica del Santo

2. Cappella degli Scrovegni

Le dimensioni contenute, l’esterno sobrio, quasi dimesso, non fanno certo presagire che la Cappella di quello che fu il palazzo della potente famiglia degli Scrovegni sia lo scrigno di uno dei tesori d’arte più inestimabili del mondo.

Dopo avere assistito a un breve filmato introduttivo, entrate e rimarrete a bocca aperta. Le pareti sono infatti interamente ricoperte di sublimi affreschi dipinti da Giotto all’inizio del Trecento, con storie della Bibbia, i vizi e le virtù dell’uomo, scene della vita della Vergine e di Cristo, che culminano nei quadri della Passione, rappresentata con forte drammaticità e colori eccezionalmente vividi, in netto contrasto con i canoni estetici dell’epoca.

Il tutto sotto il cielo blu stellato della volta, che guida lo sguardo verso la contro-facciata su cui si staglia il maestoso Giudizio Universale.

Gli ingressi alla Cappella degli Scrovegni sono contingentati, sia per motivi di sicurezza sia per non danneggiare i dipinti, e il quarto d’ora consentito ai visitatori per la visita non è certo sufficiente per ammirare nel dettaglio un’opera tanto complessa. Il mio consiglio è quindi di visitare la Cappella degli Scrovegni con una guida che vi aiuti nell’individuare e interpretare i passaggi più significativi, come il Bacio di Giuda o quello scambiato tra Sant’Agostino e Sant’Anna, diventati vere icone della storia dell’arte.

Uscendo dalla Cappella degli Scrovegni, non mancate di visitare anche i Musei Civici, ai quali potete accedere con lo stesso biglietto. Oltre a un prezioso Crocifisso dipinto da Giotto, potete ammirare la maggiore collezione di opere di artisti veneti dal XIV al XIX secolo, tra cui dipinti di Giorgione, Tiziano, Tiepolo, Veronese e Tintoretto.

Cappella degli Scrovegni

3. Chiesa degli Eremitani

A pochi passi dalla Cappella degli Scrovegni, l’ex chiesa agostiniana degli Eremitani del XIII secolo rivela nelle pareti spoglie i danneggiamenti subiti durante la seconda Guerra Mondiale, che ne hanno distrutto le decorazioni. Ma per fortuna, grazie a un meticoloso restauro, non tutto è andato perduto! Resti di affreschi del Mantegna si possono vedere nella Cappella Ovetari, mentre la cappella di Sant’Antonio conserva tracce di affreschi del Guariento, che fu allievo di Giotto.

4. Piazza dei Signori

Da sempre luogo di ritrovo per i “Signori” padovani e per tradizione palcoscenico di eventi, festival e carnevali, Piazza dei Signori ospita al mattino un mercatino rionale, mentre dal pomeriggio in poi, nella bella stagione, si riempie di tavolini di bar e caffè. Scegliete quello che preferite, sedetevi, ordinate uno Spritz, che guarda caso è stato inventato proprio qui a Padova, e godetevi il panorama di questa splendida piazza circondata da palazzi antichi e portici.

Tra gli edifici e i monumenti che attireranno la vostra attenzione ci sono sicuramente la Chiesa di San Clemente, la rinascimentale Loggia della Gran Guardia che era sede del Maggior Consiglio, la Colonna Marciana con il Leone di San Marco e il Palazzo del Capitanio con l’imponente Torre dell’Orologio astronomico del XIV, uno dei più antichi del mondo di questo genere.

Se osservate bene, noterete che curiosamente manca il segno zodiacale della Bilancia. Non si tratta di una dimenticanza, bensì del fatto che è stato adottato il sistema zodiacale pre-romano, che unisce le costellazioni di Scorpione e Bilancia in un solo segno zodiacale.

Piazza dei Signori

5. Palazzo della Ragione

Al centro delle piazze della Frutta e delle Erbe, dove si tengono i mercati giornalieri, il Palazzo della Ragione è il più grande salone medievale d’Europa tuttora esistente. Coperto dall’inconfondibile tettoia a forma di carena di nave rovesciata, risale al ‘200 ed era in origine un tribunale.

Le sue pareti sono ricoperte da centinaia di pannelli affrescati d’impostazione giottesca, con temi astronomici, mitologici e zodiacali, ma anche legati al tema della giustizia divina e terrena, che appunto si amministrava in questo luogo “alla luce della ragione”, da cui il nome. E’ un’opera davvero imponente, da ammirare senza fretta, quindi prendetevi tutto il tempo necessario, perché ne vale decisamente la pena.

Sempre all’interno del vasto salone, ricostruito nel 1430, si trova un grande cavallo ligneo del XV secolo, copia del cavallo del Gattamelata, la celebre statua di Donatello che si trova in Piazza dello Spirito di fianco alla Chiesa del Santo.

Dove Mangiare: Per uno spuntino veloce nelle piazze avete solo l’imbarazzo della scelta. Tutta la zona pullula di bar e localini affollati a tutte le ore. Noi ci siamo fermati “All’ombra della Piazza” per una memorabile scorpacciata di cicchetti, polpette e pizzette, degnamente accompagnati da un calice di Prosecco.

Cicchetti

6. Caffè Pedrocchi

Uno dei locali storici più famosi d’Italia, da 190 anni il Caffè Pedrocchi a Padova è una vera istituzione, il luogo perfetto per un lunch sulla terrazza affacciata sul viavai del centro storico o un caffè nelle sontuose sale interne.

Dall’inaugurazione nel 1831 al 1916 il locale rimase sempre aperto, giorno e notte, e per questo era chiamato “il caffè senza porte”. Le eleganti sale del piano terra – Verde, Bianca e Rossa come i colori della bandiera italiana – sono un trionfo di marmi e stucchi, ma non fatevi intimorire: potete liberamente entrare nella prima (la Sala Verde), accomodarvi sui soffici divanetti, incontrarvi con gli amici, anche senza consumare, nessuno vi manderà via. Del resto, così hanno fatto generazioni di studenti squattrinati e padovani meno abbienti, una tradizione da cui deriverebbe l’espressione “essere al verde”.

Noi invece abbiamo gustato l’eccellente cucina del Caffè Pedrocchi, cominciando con un assortimento di cicchetti tipici, per poi passare a un piatto di bigoli con ragù di corte, zabaglione e, ovviamente, caffè Pedrocchi, la specialità della casa: un espresso lungo con crema alla menta e una spruzzata di cacao. Una vera delizia!

Caffe Pedrocchi

7. Cattedrale e Battistero

A ovest di Piazza dei Signori sorge la Cattedrale, edificio alto rinascimentale (1552-77) dalla facciata incompiuta, a dire il vero non proprio un monumento memorabile.

In compenso, il Battistero che troneggia al suo fianco è eccezionale. Costruito sui resti di una chiesa del IV secolo, il suo interno è splendidamente adornato da un ciclo di affreschi trecenteschi che sono considerati il capolavoro del pittore di corte Giusto de’ Menabuoi. Rimarrete incantati dalle scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, con storie della vita di Gesù, Maria e Giovanni Battista, che culminano nella cupola in cui è raffigurato il Cristo benedicente circondato dai Santi del Paradiso.

8. Prato della Valle

I Padovani sono molto legati a questa spianata che è una via di mezzo tra una piazza e un giardino, dove si viene per passeggiare o passare qualche momento di relax tra i prati e l’acqua della fontana. Con i suoi 90 mila metri quadrati di superficie, il Prato Della Valle è la piazza più estesa d’Italia e una delle più grandi d’Europa.

Nel Medioevo veniva utilizzato per giostre, fiere e tornei; l’attuale sistemazione risale invece al ‘700 per opera del nobile Andrea Memmo, il cui palazzo si affaccia ancora sulla piazza, che progettò la grande piazza ellittica con al centro un’isola circondata da un canale attraversato da quattro ponti e nel quale si specchiano 78 statue di personaggi illustri.

Tutt’intorno, la piazza è delimitata da bei palazzi di varie epoche e dall’imponente complesso dell’abbazia benedettina di Santa Giustina.

9. Orto Botanico di Padova

Fondato nel 1545 come Horto Medicinale annesso all’Università, l’Orto Botanico di Padova è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e per questo, ma non solo, dal 1997 è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Inizialmente era dedicato alla coltivazione per fini scientifici e didattici delle piante medicinali indigene ed esotiche, ma poi nel tempo ha adeguato le sue collezioni e le attività di didattica e ricerca in base al progredire delle scienze botaniche.
Se siete appassionati di botanica o semplicemente vi piacciono fiori e piante, amerete passeggiare sui vialetti tra i profumi di essenze rare e preziose.

La pianta più famosa dell’Orto Botanico è un esemplare di palma nana che a dispetto del nome raggiunge circa 11 metri di altezza ed essendo stata piantata nel 1585 rappresenta la “decana vivente” dell’Orto patavino. Si trova all’interno della grande torre-serra vicino alle ninfee, non potete sbagliare. La sua fama, tuttavia, non è tanto dovuta alla sua anzianità, quanto al fatto di essere stata “eternata” da Johann Wolfang Goethe, che dopo aver visitato il luogo durante il suo viaggio in Italia nel 1786, menzionò il vegetale in un suo scritto e da allora è conosciuta come la Palma di Goethe.

E dopo aver visitato la parte storica dell’Hortus Cinctus, raggiungete le nuove serre del Giardino della Biodiversità per fare un giro del mondo degli ecosistemi naturali.

Orto Botanico Padova

10. Università – Palazzo Bo

Girando per Padova avrete sicuramente notato che questa è una città universitaria, vivace e piena di giovani. A Palazzo Bo ha infatti sede una delle più antiche università del mondo, fondata nientepopodimeno che nel 1222. Gli oltre 3.000 stemmi che decorano le logge della corte centrale testimoniano la storia gloriosa di un’istituzione che si appresta a celebrare 800 anni sempre ai massimi livelli.

Qui insegnò Galileo Galilei, studiò Copernico e nel 1678 vi si laureò la prima donna al mondo. Nel Rinascimento la sua Facoltà di Medicina era considerata la più prestigiosa d’Europa e proprio a quell’epoca risale il più antico Teatro Anatomico del mondo, ancora perfettamente conservato, dove “i morti sono lieti di aiutare la vita”.

Dove mangiare: Nel vicino Ghetto, l’Osteria dei Fabbri è il posto giusto dove gustare la cucina padovana tradizionale a base dei prodotti dei mercati delle piazze, in un ambiente accogliente, tra vecchie credenze e travi a vista.
In alternativa, c’è il Bacaro Padovano, al tempo stesso ristorante e cicchetteria dall’atmosfera informale e creativa. In menu piatti tipici della cucina veneta e padovana in particolare, come la gallina in saor, baccalà mantecato e figassa padovana.

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