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Oasi Zegna cosa vedere lungo la Panoramica Zegna

Oasi Zegna

Oasi Zegna con la spettacolare fioritura della Conca dei Rododendri è una delle gite più affascinanti che si possano fare in primavera in Piemonte. La meta perfetta per una giornata all’aria aperta lungo la Panoramica Zegna, una delle strade più suggestive d’Italia, che si snoda per 26 chilometri sopra Trivero, nel Biellese, svelando curva dopo curva paesaggi incantevoli e fioriture a perdita d’occhio.

Oltre la Conca dei Rododendri, infatti, la Panoramica Zegna prosegue verso la località Bielmonte, fino a prati sterminati di narcisi che si alternano a panorami indimenticabili sul Monte Rosa da una parte e sulla Pianura Padana dall’altra. Ancora oggi il modo migliore di visitare l’Oasi Zegna è quello di percorrere la Strada Panoramica Zegna: un viaggio nella natura e nel tempo, appena sotto il cielo.

Oasi Zegna cosa vedere: la fioritura della Conca dei Rododendri

La prima tappa è all’Oasi Zegna per ammirare la spettacolare fioritura della Conca dei Rododendri, che in questo periodo lascia letteralmente stupefatti per l’incredibile palette di colori che rigenera corpo e spirito. Fino a metà giugno, la Conca fiorisce con un’emozionante palette di colori: i rododendri provenienti dal Belgio, soprattutto nella variante Ponticum (fucsia) e Hibridies, regalano una vista indimenticabile.

Un’esplosione di bianchi in primis fino ai rossi, ai rosa, e ai viola; un colpo d’occhio che rimane impresso. Quest’anno, per coglierla appieno in tutta sicurezza, è stato predisposto un senso unico di percorrenza dei sentieri che la attraversano. Insieme alle fioriture, spiccano le opere site specific del progetto All’Aperto create da artisti internazionali disseminate in aree del territorio con installazioni accessibili a tutti.

Oasi Zegna

Un giardino fiabesco tra le montagne, la Conca dei Rododendri dell’Oasi Zegna è un’opera paesaggistica progettata e finanziata dall’industriale biellese Ermenegildo Zegna, implementata negli anni Cinquanta dall’architetto Pietro Porcinai, ampliata più di recente da Paolo Pejrone. Qui la natura dà spettacolo ogni primavera con un’esplosione di rododendri di diversi colori considerata la “fioritura più bella d’Italia” che ogni anno, nel mese di maggio, fanno di questa piccola valle che s’incontra al quarto tornante della Panoramica Zegna l’attrazione più visitata dell’Oasi.

I panorami dell’Oasi Zegna

Chi sceglie l’Oasi Zegna cerca ampi spazi all’aria aperta, la natura in tutti i suoi meravigliosi aspetti, gli splendidi panorami e l’abbraccio del verde, delle fioriture a perdita d’occhio, delle cose semplici. Se poi volete anche gustare i sapori del territorio, ci sono numerosi operatori che offrono piatti d’asporto da consumare in tutta sicurezza e cestini picnic per escursioni lontane dalla folla.

Proseguendo lungo la strada, la Panoramica Zegna regala visioni meravigliose: da un lato, sul Monte Rosa, sull’Alta Valsessera e i declivi della Valsesia, dall’altro sulla Pianura Padana. Orientarsi non è un problema: tutta la strada è disseminata di punti panoramici con cartelli informativi che indicano i nomi delle cime. Di tanto in tanto, vale la pena lasciare l’auto per raggiungere luoghi speciali.

Come il Santuario del San Bernardo, in cima all’omonimo monte, da conquistare a piedi dalla Bocchetta di Stavello: a poco più di 1400 metri di quota, sembra di essere sul tetto del mondo, con lo sguardo che spazia a 360° dall’Appennino Ligure alle Alpi, alla Pianura Padana.

Oppure la Bocchetta di Margosio, per la vista unica sulla mole imponente del Monte Rosa con le sue 24 punte oltre i 4 mila. Un panorama unico che potete godere comodamente seduti al chioschetto della malga Alpe Margosio, cellula dell’ecomuseo di Biella che produce ottimi formaggi di capra.

Oasi ZegnaBielmonte

Costruire dal nulla una stazione sciistica accessibile con la Panoramica Zegna. Creare la “montagna dei biellesi”, un luogo dove portare i bambini a sciare. Questo il sogno di Ermenegildo Zegna, all’origine di Bielmonte. Un sogno che si realizzò nel 1957, quando entrarono in funzione due impianti.

La seggiovia Monte Marca e la sciovia della Buca di Forno. I lavori erano partiti nel 1950, quando il cantiere della Panoramica Zegna raggiunse l’altitudine più elevata, il Monte Marca: su quei pendii affacciati sulla Pianura Padana e sul Monte Rosa, ribattezzati in Bielmonte, il conte Zegna chiamò architetti, fra cui Luigi Vietti, a costruire strutture turistiche non invasive. Sette anni dopo, la “montagna che non c’era” vide le piste affollarsi di sciatori.

L’Alta Valsessera

È l’area più selvaggia dell’Oasi Zegna, abitata da cervi, caprioli (e dal raro coleottero protetto Carabus olympiae), percorsa da sentieri per il trekking e per la mountain bike che conducono ad alpeggi, punti panoramici, siti archeo-metallurgici. Vi si accede attraverso le “bocchette”, i valichi montani un tempo percorsi durante la transumanza, che s’incontrano percorrendo la Panoramica Zegna nel suo tratto più alto.

Tra i 26 itinerari naturalistici dell’Oasi Zegna la gran parte s’inoltra nell’Alta Valsessera: dal percorso del Bosco del Sorriso, ideale per le famiglie, con cartelli che raccontano gli effetti benefici delle piante sulla salute dell’uomo – a itinerari più impegnativi come quello sulle orme di Fra Dolcino. Tra le faggete dell’Alta Valsessera si snodano anche i percorsi di Forest Bathing, tracciati dall’eco designer Marco Nieri e ispirati all’antica pratica giapponese “Shinrin-yoku” che sfrutta il potere terapeutico degli alberi. Oasi Zegna

La Valle Cervo

Dal Bocchetto Sessera la Panoramica Zegna scende verso questa valle, regalando suggestioni nuove. Il paesaggio cambia: si fa più aspro e spigoloso. Modellata dai ghiacciai e dal torrente da cui prende il nome, la Valle Cervo è l’unica del Biellese con caratteristiche alpine. Una montagna dura e grigia come le particolari rocce magmatiche che la caratterizzano, fra cui la sienite. Da visitare il borgo di Rosazza, per le sue architetture e l’alone di mistero legato alla presenza di simboli esoterici e massonici.

Storia della Panoramica Zegna

La Panoramica Zegna è una strada che da sola vale il viaggio, e non solo per gli affacci mozzafiato sul Monte Rosa e sull’Alta Valsessera o per le bellezze naturalistiche del territorio che percorre con i suoi 26 km, da Trivero alla Valle Cervo. Ma anche per la sua storia: unica (fu tra le primissime strade costruite per fini turistici) e all’origine nel 1993 del primo esempio di mecenatismo ambientale in Italia, l’Oasi Zegna, come riconosciuto anche dal Fondo Ambiente Italiano nel 2014.

Una straordinaria opera di valorizzazione paesaggistica realizzata, a partire dagli anni ’30, dall’imprenditore tessile Ermenegildo Zegna che nell’ambito di un più vasto progetto ambientale, volle nei dintorni dell’omonimo Lanificio servizi, come una scuola, un cinema, un ospedale, una piscina, alberghi, ristoranti e molto altro.

Un “mecenate ambientale” ante litteram, capace di creare una bellezza democratica, accessibile a chiunque. Costruì una strada lunga 26 km – ancora oggi Panoramica Zegna – per collegare le città con le “terre alte”, piantumò 500mila conifere, oltre a svariate centinaia di rododendri e ortensie.

Oasi Zegna

Ermenegildo Zegna, dopo aver costruito nel 1910 a Trivero l’omonimo Lanificio e importanti opere sociali (che comprendevano un ospedale, centri ricreativi, un cinema, una piscina e così via), si è rivolto alla montagna e ha messo in atto, a partire dal 1938, il suo desiderio di renderla accessibile e viva per tutti.

Il progetto ambientale di Ermenegildo Zegna

Il progetto era quello di un collegamento tra la Valsesia e la Valle d’Aosta, cioè dai laghi alla Francia e alla Svizzera, tutto in quota. Ma il tracciato della Panoramica Zegna doveva soprattutto trasformare la percezione della montagna, tra fruizione, tutela e sviluppo dell’economia locale.

Ermenegildo Zegna definì il paesaggio valorizzando l’ambiente senza alterarne le caratteristiche (la Valsessera è rimasta intatta ed è stata riconosciuta S.I.C. Sito di Interesse Comunitario), e dando la possibilità, grazie agli affacci sulla Pianura da una parte e sulla Val Sessera dall’altra e agli accessi che la Panoramica Zegna garantisce a tutti e due gli ambienti, di una fruizione “facile” alla montagna e ai suoi luoghi più suggestivi.

Accessibilità e servizi ma anche grande attenzione e cura; Ermenegildo Zegna rafforzò le difese idrogeologiche con la piantumazione di oltre 500.000 conifere e ne accrebbe il valore estetico: fin dai primi tornanti sopra Trivero i versanti si presentano come un giardino grazie alla messa a dimora di centinaia di rododendri, azalee, ortensie.

Oasi Zegna

L’itinerario completo

La parte centrale dell’itinerario ha un’impronta più naturale, con vegetazione in larga parte spontanea e gli straordinari affacci sulla Pianura e sulla ValSessera: dal 1938 al 1952 il filo viario si è disteso sui pendii fino ai piedi del Monte Marca (1.615 metri s.l.m.), dove dal 1957 è attiva la stazione sciistica di Bielmonte.

In meno di vent’anni il Conte Zegna ha creato un’opera grandiosa: non un semplice percorso stradale, ma un sistema vitale, intessuto di sentieri, poggi, affacci (spettacolari quelli delle bocchette del Margosio e della Luvera), di strutture ricreative e ricettive, come la locanda di Caulera o il bocciodromo dello Stavello. Ermenegildo Zegna non voleva che la sua strada si fermasse.

Così, dopo la sua morte (1966), la Panoramica Zegna ha proseguito la sua “terza parte” scendendo verso la Valle Cervo (che ancora oggi conserva gli aspetti più genuini della vita di montagna e le tradizioni locali) e poi dal suggestivo Santuario di Oropa fino ad Andrate.

Un’impresa grandiosa in sé (considerando i tempi e le enormi difficoltà da affrontare nella costruzione di una strada di montagna) che ha segnato anche l’inizio di un ampio piano di valorizzazione del territorio e salvaguardia ambientale, sfociato in tempi recenti (1993) nella creazione dell’Oasi Zegna ma già chiaramente delineato nel “pensiero verde” di Ermenegildo Zegna negli anni Trenta.

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