Sardegna, viaggio nel Sulcis tra mare e antiche miniere

Pubblicato il da Redazione

Sardegna, Parco minerario del Sulcis
Sardegna, Parco minerario del Sulcis

Fuori stagione la Sardegna è più bella che mai. Non ancora invasa dai turisti, è la meta ideale per il primo week-end al mare della stagione, magari approfittando dei gustosissimi eventi di cui vi dicevo qui e qui. Il sole è già caldo ed è facile trovare posto negli hotel e sui traghetti per la Sardegna, che a differenza dell'aereo offrono la possibilità di poter viaggiare con la vostra auto al seguito, una bella comodità per spostarvi liberamente sull'isola, alla scoperta di zone e itinerari poco battuti.

Come il Sulcis e la costa sud, angolo tra i più affascinanti dell'isola, dove oltre a mare cristallino e spiagge di sabbia bianca, troverete anche un'atmosfera ancora selvaggia, panorami mozzafiato, gente cordiale, una cucina genuina e un patrimonio storico e archeologico unico.

Prendete Nora, per esempio, sito archeologico tra i più suggestivi, adagiato su un promontorio sul mare. Fondata dai fenici, la città raggiunse l'apice del suo splendore in epoca imperiale, come testimoniano i resti del Foro, delle Terme che conservano splendidi pavimenti a mosaico, del Tempio di Esculapio situato sulla punta estrema di un colle che domina il mare. Per saperne di più, visitate il piccolo ma significativo Museo Archeologico di Pula, borgo che conserva antiche abitazioni con loggiati e corti nel tipico stile campidanese e botteghe artigiane dove comprare ceramiche e tappeti tipici.

Esperti naviganti, i Fenici esplorarono tutta la costa meridionale della Sardegna e oggi potete ripercorrerne la rotta anche seguendo la strada costiera, alla ricerca di una baia tranquilla per la prima tintarella della stagione. Avete solo l'imbarazzo della scelta tra la splendida spiaggia di Chia, protetta da alte dune di sabbia, la vicina cala Cipolla, più intima e riparata, o la strepitosa spiaggia di Tuerredda.

Lasciata la costa ci immergiamo nei paesaggi naturali del Sulcis Iglesiente, terra di miniere e villaggi fantasma. Sostiamo a Santadi, immersa nel verde della macchia mediterranea e circondata dalla foresta di Pantaleo, dove non è difficile avvistare cervi sardi, daini e cinghiali. In zona potete visitare antichi insediamenti come la Fortezza fenicio-punica, la Tomba dei Giganti di Barrancu Mancu e la Piana dei Menhir. Sparsi per le campagne, noterete i furriadroxius, piccoli agglomerati di case contadine realizzate quasi sempre con mattoni di argilla, che in passato accoglievano chi si dedicava alle attività agricole. Questa infatti è una terra generosa, che produce vini di grande piacevolezza e qualità, come Carignano del Sulcis, Vermentino, Cannonau e Nuragus di Cagliari, che potete degustare (e acquistare) alla Cantina di Santadi, tra le più conosciute della regione.

Iglesias è la principale porta d'accesso alla Sardegna mineraria, che ha il suo fulcro nei villaggi abbandonati di Arenas e Tini, dove si trovavano le miniere a cielo aperto di zinco, piombo, fluorite e barite, andate progressivamente esaurendosi a partire dagli anni Settanta. Si possono ancora vedere tracce dell'Open-Pit, immenso cratere minerario dai tipici colori scuri che crea un suggestivo contrasto cromatico con il verde della natura circostante. I vari siti, che oggi fanno parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna riconosciuto dall'UNESCO, si visitano seguendo i vecchi sentieri dei minatori, che si affacciano su panorami suggestivi e impressionanti siti di archeologia industriale

Nelle vicinanze si trovano anche le cave di Sa Duchessa, antico giacimento abbandonato negli anni Sessanta situato in una bellissima oasi naturale ai piedi del Marganai. Qui la vegetazione lussureggiante di lecci e macchia mediterranea si è lentamente riappropriata del territorio, ricoprendo d'erba i vecchi impianti e gli edifici del villaggio, donando all’intera area un’atmosfera particolarmente suggestiva.