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Come abbinare e servire lo champagne

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Abbinamenti champagne: i cibi giusti, i bicchieri, l’etichetta e tutto quello che dovete sapere per servire lo champagne in modo impeccabile.

Lo Champagne è il vino della festa e delle Feste. Non c’è niente di meglio del mitico vino spumante francese per celebrare un evento importante, una ricorrenza familiare, un successo lavorativo, ma anche per iniziare alla grande la giornata con un effervescente Champagne breakfast.

La verità è che non c’è al mondo vino più versatile di quello prodotto esclusivamente nella Champagne, la regione vinicola a est di Parigi dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, e ogni momento è buono per degustare un calice del re dei vini. Meglio quindi tenerne sempre una bottiglia in fresco, che non si sa mai.

Se non avete un’enoteca di fiducia ben fornita, potete anche acquistare il vostro champagne online su un sito specializzato in vini di prestigio. Come per esempio Millesima, che seleziona le migliori etichette direttamente dai produttori e ha in catalogo le grandi annate delle più rappresentative maison di Champagne, tra cui Dom Pérignon, Bollinger, Krug, Veuve-Clicquot, Louis Roederer e Laurent-Perrier.

Come abbinare lo champagne

Non solo ostriche e caviale: lo champagne si accompagna magnificamente con una grande varietà di cibi, tanto che può essere considerato un vino a tutto pasto, dall’aperitivo al dolce.

Gli champagne Blanc de Blancs con prevalenza di uve chardonnay tendono a essere più leggeri e delicati, sono perfetti quindi abbinati a cibi leggermente salati come frutti di mare, ostriche, crostacei, ma anche ai cibi crudi o leggermente cotti, come l’aragosta alla griglia, le capesante e qualsiasi tipo di gambero, cotto a vapore, crudo o grigliato.

Se amate il sushi, provate ad accompagnarlo con un Brut o un Blanc de Blancs: sarà un’esperienza gustativa davvero sorprendente.
Gli champagne con una predominante di uve Pinot Nero o Pinot Meunier tendono ad avere un corpo più robusto e più pieno che ben si adatta a piatti di carni bianche, ma anche alle bistecche. Con la selvaggina, l’anatra e l’agnello è invece più indicato uno champagne Rosé.

Il Brut si sposa perfettamente con salmone affumicato e uova in camicia, con i cibi fritti, piatti a base di funghi e tartufi e con quasi tutti i tipi di formaggio, in particolare quelli stagionati. Mentre con il formaggio di capra è più consigliato scegliere un più delicato champagne Blanc de Blancs.

Lo champagne è probabilmente l’unico vino secco che si abbina a meraviglia con fragole fresche, cioccolato e dessert non troppo dolci, come crostate, torte di frutta e qualsiasi dessert a base di limone. In questo caso, meglio però optare per un demi-sec, leggermente più dolce del brut.

Come servire lo champagne

Servire lo champagne è un’arte, che segue poche, ma precise regole.

Lo champagne si beve freddo, a una temperatura tra 8 e 10 gradi, quindi va benissimo tenerlo in frigo, ma non nel freezer. Primo perché rischiereste di dimenticarvelo, poi perché gli sbalzi repentini di temperatura sono decisamente sconsigliati per un vino così pregiato.

Meglio piuttosto tenere la bottiglia nel secchiello da champagne con acqua fresca e qualche cubetto di ghiaccio.

A meno che non siate i vincitori sul podio di una gara sportiva, la bottiglia non va assolutamente agitata prima dell’apertura, un’operazione che richiede un minimo di destrezza. Per prima cosa rimuovete la gabbietta in fil di ferro e il rivestimento del collo della bottiglia.

Quindi, tenendo saldamente la bottiglia con la mano sinistra, ruotatela lentamente per liberare il tappo, accompagnandolo con una leggera pressione nella piega tra pollice e indice della mano destra.

Coppa o flute? Nessuno dei due. Secondo gli intenditori il bicchiere perfetto è il calice a forma di tulipano, ovviamente in finissimo cristallo, che esalta le bollicine e gli aromi. Assolutamente sconsigliato “ghiacciare” i bicchieri prima di versarvi il vino, perché la condensa impedirebbe di ammirare il colore e il perlage dello champagne.

Il calice, che va tenuto dallo stelo per non scaldare il contenuto con il calore della mano, si riempie per circa un terzo avvicinando la bottiglia al bordo per favorire lo sprigionarsi delle bollicine, che sono la vera magia dello champagne.

E pensare che inizialmente, si cercò addirittura di eliminare quella particolare effervescenza dei vini di Champagne, che causava l’esplosione delle bottiglie. Secondo la tradizione, fu il monaco francese Dom Pérignon il primo a intuire che c’era un modo per rendere frizzante il vino in bottiglia e fu così che nacque lo champagne, il re dei vini, il vino dei re.

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