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Valle d’Itria cosa vedere: 8 città bianche da non perdere

Valle d'Itria - Cisternino

Valle d’Itria cosa vedere nelle città bianche più belle della Puglia: Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Fasano, Ostuni, Martina Franca, Noci e Ceglie Messapica.

VALLE D’ITRIA

La Valle d’Itria è un concentrato della Puglia più tipica e autentica. Quella delle distese di ulivi a perdita d’occhio, delle città bianche, delle masserie trasformate in relais di charme e dei trulli, tanto per intenderci.

Come potete immaginare, d’estate questa zona è presa d’assalto dai turisti, che affollano le campagne ombrose e i vecchi borghi in cima alle colline a ogni ora del giorno e della notte, in cerca di un po’ di refrigerio dalla calura delle coste.

Ma fuori stagione cambia tutto ed è un vero piacere aggirarsi per i paesi della Valle d’Itria che si sono riappropriati della loro quotidianità, scoprirne la storia e, ovviamente, anche la prelibata gastronomia.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per allestire un week-end coi fiocchi, di coppia o con gli amici, a meno di due ore di volo (se volete anche low-cost con Ryanair che vola su Bari e Brindisi) dalle città del nord, come ho fatto io un paio di settimane fa.

Per la sistemazione avete solo l’imbarazzo della scelta, anche se vi consiglio di scegliere una masseria in posizione strategica, da usare come base per andare alla scoperta del territorio. Noi abbiamo alloggiato alla Masseria Ancella a Montalbano di Fasano, l’unica in tutta la Puglia a essere dotata di una Spa dedicata alla Vinoterapia.

Valle d’Itria cosa vedere: le città bianche

Ostuni Ostuni

Una manciata di chilometri separano la masseria da Ostuni, probabilmente la più famosa delle città bianche pugliesi. Il centro storico, chiamato La Terra, è un labirinto di vicoli, piazzette, corti, saliscendi, archi e scalinate aggrovigliato sulla cima del colle più alto che domina la piana di ulivi fino al mare.

Ma ciò che maggiormente colpisce è il candore di case e palazzi, che come nel Medio Evo sono imbiancate a calce non tanto per una questione estetica, ma per motivi puramente funzionali.

Infatti, non solo il bianco dà maggiore luminosità alle stradine con le case addossate le une sulle altre a scopo difensivo, ma riduce anche l’assorbimento del calore e, non ultimo, ha un forte potere igienizzante.

Seguendo la via principale, salite verso la Cattedrale quattrocentesca, impreziosita da un originale rosone a tre cerchi concentrici. Prima però fate una sosta al Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, ospitato nella chiesa di San Vito Martire, per ammirare un reperto unico come il calco di Delia, la madre più antica del mondo, vissuta nel paleolitico.

Se nel frattempo vi è venuta fame, cercate tra i vicoli l’insegna dell’Osteria del Tempo Perso, una delle migliori tavole di cucina tipica della zona.

Alberobello Valle d'Itria - Alberobello

I trulli sono la caratteristica architettonica di tutta la Valle d’Itria, ma è Alberobello l’indiscussa città dei trulli. Con oltre 1500 strutture suddivise nei quartieri di Rione Monti e Aja Piccola, vanta infatti la più alta concentrazione al mondo di trulli, in gran parte tuttora abitati, che compongono un eccezionale paesaggio urbano storico riconosciuto Patrimonio Unesco nel 1996.

Alberobello si estende su due rilievi collinari anticamente interrotti da un alveo: sul colle orientale si estende la città nuova, dove sorge anche la chiesa matrice dedicata ai Santi Medici Cosma e Damiano.

Il versante opposto è invece dominato dai trulli del pittoresco Rione Monti, sulla cui sommità sorge la chiesa di Sant’Antonio con una cupola alta 21 metri, ovviamente a forma di trullo.

Se volete visitare l’interno di un trullo, cercate il Trullo Sovrano: non vi sarà difficile individuarlo perché è il più grande del paese, l’unico edificio di questo tipo a due piani. Risale alla metà del Settecento ed è aperto al pubblico come museo di cultura popolare contadina, con arredi antichi e ambienti originali ricreati con l’aiuto delle testimonianze degli abitanti più anziani.

Cisternino

La stessa atmosfera si ritrova tra i vicoli di Cisternino, la mia preferita tra le città bianche della Valle d’Itria. Non per niente, infatti, è uno dei Borghi più belli d’Italia.

Entrate dalla Porta Piccola e perdetevi tra i vicoli, le piazzette con i panni stesi e i balconi fioriti degli antichi quartieri Bère Vécchie, Scheledd, u Pantène e L’ìsule, che pullulano di “fornelli”, cioè le tipiche macellerie dove si mangia carne alla brace arrostita al momento.

Anzi, a dire il vero, Cisternino è proprio la capitale dei fornelli: ce ne sono praticamente a ogni angolo. Entrate, scegliete il taglio che preferite, o se volete anche salsiccia, pancetta, spiedini o le succulente bombette (fettine di vitello arrotolate, impanate e infilzate allo spiedo), aspettate qualche minuto, giusto il tempo di attivare le papille gustative e…il panino è servito.

Locorotondo  Locorotondo

Come dice il nome, la principale caratteristica di quest’altro Borgo più bello d’Italia è la planimetria circolare. Con le sue case bianche ancora racchiuse dalle antiche mura domina dall’alto tutta la Valle d’Itria punteggiata di trulli.

Anche qui sarete irretiti dal fascino delle stradine lastricate con le tipiche chianche che, snodandosi lungo anelli concentrici, conducono sempre e comunque alla settecentesca chiesa di San Giorgio, su in cima al paese.

E passeggiando tra i vicoli non vi sfuggiranno di certo i tetti aguzzi degli edifici, le caratteristiche cummerse, realizzate con le chiancarelle, lastre di pietra calcarea di cui è ricco il sottosuolo. Qui come negli altri centri storici che abbiamo visitato nella Valle d’Itria, è possibile soggiornare con la formula dell’albergo diffuso in abitazioni locali dotate di tutti i comfort aperte all’ospitalità.

Fasano

Distese di ulivi secolari e ricca vegetazione mediterranea disegnano il territorio di Fasano che si estende dalle colline al mare, segnando il confine tra l’area metropolitana di Bari e il Salento.

Al borgo vero e proprio fanno da corona numerose località costiere, tra cui Savelletri con le sue spiagge, gli scavi archeologici di Egnatia, la pittoresca cittadina di pescatori di Torre Canne e innumerevoli masserie fortificate di origine medievale trasformate in hotel di charme.

Secondo l’etimologia popolare, il nome Fasano deriva dal “Faso”, una grande colomba selvatica, rappresentata anche sullo stemma civico, che si abbeverava nel fogge, una sorta di palude formata dall’acqua che scorreva dalle colline circostanti.

Tra le maggiori attrazioni della zona c’è il parco archeologico di Egnatia, l’antica città messapica che dopo la conquista da parte dei Romani divenne un importante centro commerciale. Il suo declino seguì quello dell’Impero Romano, fino a essere abbandonata nel Medioevo a causa della diffusione della malaria nella zona e degli attacchi dei saraceni che imperversavano sulla costa.

Si tratta di un luogo di grande fascino, famoso per le scoperte fatte nelle tombe della suggestiva necropoli messapica, scavata interamente nella roccia, i cui reperti si possono ammirare nei musei di Fasano e di Bari.

Le rovine delle terme di età augustea, in particolare, sono tra i monumenti meglio conservati di Egnatia. Grazie a una passerella si possono ammirare dall’alto i vari ambienti del complesso, come lo spogliatoio, il vestibolo, la fornace e gli ambienti termali veri e propri.

Ceglie Messapica

Tra le meno conosciute delle città bianche della Valle d’Itria, Ceglie Messapica è un delizioso borgo storico vicino a Ostuni dove raramente ci si ferma per una visita. Invece vale la pena sostare qualche ora per visitare il centro storico incredibilmente ben conservato di quella che è considerata una delle città più antiche della Puglia, risalente al 15 ° secolo a.C. e che poi i Greci chiamarono come Kailia Messapi,

Sorge tra le basse colline delle Murge e le pianure del Salento, a circa metà strada tra Brindisi e Taranto, immersa tra uliveti, vigneti, muretti a secco, trulli, masserie, grotte carsiche e chiese rupestri. A differenza delle altre città bianche in Puglia, ha uno stile vagamente moresco, con un labirinto di stradine, palazzetti imbiancati a calce e chiese.

Su tutto domina la mole del Castello Ducale costruito nel XV secolo attorno a un’antica torre normanna dalla nobile famiglia Sanseverino.

E se la passeggiata vi ha messo appetito, non perdete l’occasione per gustare la rinomata cucina locale in uno dei tanti ristorantini e trattorie della zona, che hanno fatto di Ceglie Messapica una delle mete foodie dell’Alto Salento.

Martina Franca Martina Franca

Sontuosa ed elegante, Martina Franca è una vera cittadina, impreziosita da palazzi signorili e chiese monumentali, tanto che è considerata l’altra capitale del Barocco pugliese. Ne è l’emblema la splendida Basilica di San Martino, da cui il paese prende il nome, con la facciata decorata da un altorilievo dell’incontro del santo con il povero mendicante.

Girovagando per il centro storico scoprirete raffinati balconi in ferro battuto, portali finemente decorati, giardini nascosti e suggestivi scorci prospettici, fino ad arrivare al Palazzo Ducale, il più grandioso di tutti. Oggi è sede del municipio, quindi aperto al pubblico.

Salite la scalinata d’onore che porta alle sale affrescate dell’appartamento reale, solo una minima parte del complesso che in origine contava la bellezza di 300 stanze, oltre a cappelle, teatro e stalle.

Noci

Tra Gioia del Colle e Alberobello, Noci è un caratteristico borgo d’origine normanna.

E’ un vero piacere girare per il centro storico che ha conservato l’impianto medievale con la ragnatela di vicoletti fiancheggiati da case e palazzi imbiancati che celano le caratteristiche gnostre (da chiostro, dal latino claustrum, luogo chiuso), le piccole corti comuni dove un tempo si svolgeva la vita del vicinato.

Ovunque si viene attratti da giochi di scale, piccole logge, balconcini fioriti e sontuosi portali che preludono a palazzetti nobiliari oggi trasformati in deliziose dimore e alberghetti.

Numerose sono le chiese e i conventi, tra cui spicca la Chiesa madre intitolata a Sancta Maria de Nucibus, che esisteva già nel 1180 e attorno alla quale si sarebbe sviluppato il primo nucleo dell’abitato, conosciuto in origine come Casale di Santa Maria delle Noci.

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